Parlo di quegli uomini
Parlo di quegli uomini che, come uomini,
sono davvero fatti a modo.
Teste sulle spalle, serietà, calzini bianchi corti, spalle.
Parlo di quelli, solo di quelli,
che come uomini sanno il fatto loro
ci saranno probabilmente sette di gente a spiegare i fatti loro agli uomini, da piccoli.
Uomini che non temono le asperità della vita
perché sono uomini che, come uomini, sanno prendersi delle responsabilità:
non han timore, loro, di esser scoglio a la mareggiata.
Parlo di quegli uomini là,
quelli che, come uomini, sono da prendere a modello dai giovani
a modello come gionuéin o clintìstvud, uomini accigliati e severi
che mai gli capita di buttarsi fusilli e sugo sui pàntali di lino.
Sono uomini, quegli uomini
che, come uomini, non hanno nemmeno calzoni di tessuti deboli
pfui, lino
solo lana, spago e semmai cotonaccio da saccomais.
Parlo proprio di quegli uomini
quelli che, come uomini, nessuno gli ha insegnato ad annodar le stringhe delle polacchine
quegli uomini là, che, come uomini, da sempre ci inducono al timore.
Parlo a voi! Uomini che, come uomini, tutto questo.
Beh, come uomini niente da dire,
ma come facitori di pasta sfoglia, mi fate una sega.

Nessun commento