8
lug
Sapori altèri
*Poesia nella quale il poeta confonta cibi appartenenti a sfere sensoriali irriducibili, pontificando
E sì vabbé
e tutti a dire ma i frutti di mare che buoni
e i caviali e gli ostrichi
e ste robe ricercate crude molli
E gli altri a chiedere
ma di che sa il caviallo?
e l’ostrica, un po’ senso di per me.
E di che saprà perdinci?
Di ariete forse e sagittario?
Di ambrata squalotrota a cotoletta?
Di sciampagna bollicina e, perdiò, di mediterra?
Beh, tranquilli, controllato io,
sa di topa
(nemmeno fresca).
Questa poesia è stata scritta
il 8 luglio 2009 alle ore 21:24 ed è stata archiviata in Corpo umano, Il naturale inganno.
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