Hybris
*Poesia nella quale il poeta, novello prometeo, ruba il fuoco agli dei per rivenderlo su ebay. E cerume.
Ho conosciuto uomi mistici e pensanti
poggiati su spuntoni di roccia
donne chiuse in gruppo
a fare preghiere in refettorio
Uomini teologi baciati dal signore
e sapienti di cose segretissi
talmente baciati che ancora i segni sul collo di rossetto.
Ho conosciuto santi santissimi e santoni
vestiti di perline e di paiét
che in confronto, barbi raperonzolo, postina mezzetà.
Gente col sopracciglio fulco, ho conosciuto
e coll’unghio del mignolo a piccozza
ché parlare con i dèi pare faccia cerume.
Tutti questi uomi sacri
m’hanno detto di mistero, di verità, di via
di zanzare, merdaiole all’apparenza, e invece utili alimenti ai pipistrelli
di vermi e lombriconi, vero schifoso nimalaio, e invece fertilizzanti ottimi quasi quanto merda di cane malato,
di lumache nude, m’han detto, quasi peni al muricciuolo, e invece peni nudi striscianti molli di vecchio malato, al muricciuolo. Che bellezza.
Questo m’hanno detto, e io va bene,
ok tutto, ma i peli nelle orecchie.

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