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ott

Chiante antiche

   Scritta da: Woland   in Ospiti e trobadori   Condividi

*Poesia nella quale il poeta si mette braccia conserte e ospita altro poeta nel suo spazio solitario e gli apre spiragli di decubito per la condivisione del bene, parimenti ricambiato.

di Woland

L’ albero cui tendevi la pargoletta mano
Non so
E’ che stava proprio
In mezzo alle balle.

Che dovevo pur fare il vialetto nuovo,
Che la vita va avanti,
Che le cose son le cose,
E la vita va avanti,
Che l’ho anche già detto,
A quanto sembra.

Nel muto orto solingo
C’è la ruspa
Che mi stressa la timpananza
Come se non fosse sufficiente
Che mi son schiattati un sacco di figli

Sei nella terra fredda
Sei nella terra negra
E tutti questi pezzi di merda
E il loro humor nero
Che mi sarebbero morti dodici figli
Ah ah che ridere

Venite piuttosto nel muto orto solingo
Che vi uso
per far ricrescere il melograno

Rotti in culo.

Suggestioni: , , ,



Questa poesia è stata scritta il 13 ottobre 2009 alle ore 19:27 ed è stata archiviata in Ospiti e trobadori. Puoi seguire le opinioni a questa poesia per mezzo del suo FLUSSO. Puoi apporre la tua opinione, o il traccobacco dal tuo sito.

11 Other Comments

14 opinioni

 1 

Questa è cultura. Ora vado e la recito al gatto.

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27 ottobre 2009 at 20:36
 2 

Io credo che tu, oh Woland, non abbia dei buoni vicini di casa. o una figa davanti (come vicina intendo).

27 ottobre 2009 at 20:38
 3 

justappoint.

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27 ottobre 2009 at 20:43
Anonymous
 4 

Non è leggerissimamente ridondante acculturare un gatto?

Danilo

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27 ottobre 2009 at 20:57
 5 

Non se il gatto si applica.

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27 ottobre 2009 at 21:06
Anonymous
 6 

Non ho detto futile. Ho detto ridondante.

Danilo

(Sì, ok, son discussioni da fagioli senza schiuma).

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27 ottobre 2009 at 21:44
 7 

Beh, si, comunque, sicuramente si. E’ ridondante. Basta dargli dei croccantini, in fondo.

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27 ottobre 2009 at 23:35
Anonymous
 8 

Rido. Sarà perchè è ridondante?

biblioceca.go.ilcannocchiale.it

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27 ottobre 2009 at 23:42
 9 

Questa è arte.
Foscolo, prendila in culo.

ic

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28 ottobre 2009 at 14:09
 10 

Ma soprattutto D’Annunzio.

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28 ottobre 2009 at 16:20
 11 

L’artista o il poeta non hanno bisogno di vicini di casa o di figa, finché hanno la morfina.

28 ottobre 2009 at 16:21
 12 

un po scurrile nn divulga un immagine particolare piuttosto ci si sofferma sulle immagini un po riluttanti..cmq sarcastica

28 ottobre 2009 at 19:25
Anonymous
 13 

D’Annunzio doveva fare lo spazzino e non avrebbe danneggiato nessuno.
Proprio come qualcun’altro doveva rimanere a cantare sulle navi.

viandante

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3 novembre 2009 at 09:40
 14 

Cantare su navi dalla carena tenera, aggiungo.

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3 novembre 2009 at 17:36

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