Chiante antiche
*Poesia nella quale il poeta si mette braccia conserte e ospita altro poeta nel suo spazio solitario e gli apre spiragli di decubito per la condivisione del bene, parimenti ricambiato.
di Woland
L’ albero cui tendevi la pargoletta mano
Non so
E’ che stava proprio
In mezzo alle balle.
Che dovevo pur fare il vialetto nuovo,
Che la vita va avanti,
Che le cose son le cose,
E la vita va avanti,
Che l’ho anche già detto,
A quanto sembra.
Nel muto orto solingo
C’è la ruspa
Che mi stressa la timpananza
Come se non fosse sufficiente
Che mi son schiattati un sacco di figli
Sei nella terra fredda
Sei nella terra negra
E tutti questi pezzi di merda
E il loro humor nero
Che mi sarebbero morti dodici figli
Ah ah che ridere
Venite piuttosto nel muto orto solingo
Che vi uso
per far ricrescere il melograno
Rotti in culo.

14 Commenti
Questa è cultura. Ora vado e la recito al gatto.
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Io credo che tu, oh Woland, non abbia dei buoni vicini di casa. o una figa davanti (come vicina intendo).
justappoint.
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Non è leggerissimamente ridondante acculturare un gatto?
Danilo
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Non se il gatto si applica.
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Non ho detto futile. Ho detto ridondante.
Danilo
(Sì, ok, son discussioni da fagioli senza schiuma).
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Beh, si, comunque, sicuramente si. E’ ridondante. Basta dargli dei croccantini, in fondo.
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Rido. Sarà perchè è ridondante?
biblioceca.go.ilcannocchiale.it
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Questa è arte.
Foscolo, prendila in culo.
ic
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Ma soprattutto D’Annunzio.
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L’artista o il poeta non hanno bisogno di vicini di casa o di figa, finché hanno la morfina.
un po scurrile nn divulga un immagine particolare piuttosto ci si sofferma sulle immagini un po riluttanti..cmq sarcastica
D’Annunzio doveva fare lo spazzino e non avrebbe danneggiato nessuno.
Proprio come qualcun’altro doveva rimanere a cantare sulle navi.
viandante
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Cantare su navi dalla carena tenera, aggiungo.
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