La consuetudine esotica di Gianluigi Ortolani


di Azael
15 gennaio 2010

*Una poesia nella quale il poeta affronta la tematica dell’erotismo esotico, presso gli uffici postali

Gli era un elefantino nano
e si chiamava Gianluigi Ortolani
era rosa e aveva delle orecchie blu, grandi
il giorno, normalmente, andava nella savana
a parte quando doveva pagare le bollette
allora andava alle poste
ma tornava sempre alle due
se non mangiava alle due
gli faceva rumore lo stomaco
a parte quando la mattina faceva colazione
allora gli faceva rumore la proboscide
che dondolava
per un riflesso condizionato, istintivo, da animale selvatico di savana
gli faceva rumore di vento fendente
e se non faceva in tempo
a tornare per le due, dalle poste
sai che figuracce, sai che risa
con i rumori alla proboscide
Gianluigi Ortolani
l’elefantino nano
rosa, dalle grandi orecchie blu.

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