La mano
*Poesia nella quale il poeta si smembra per occupare, proporzionalmente, più spazio.
Dammi la mano
scappiamo lontano
prendiamo l’autobus e andiamo al mare
un mare con dentro i pesci maiali
che fanno l’amore con le lische intrecciate
e poi si suicidano per farci mangiare
dei pesci maiali si butta ogni cosa
rimangono solo le lische intrecciate
si seccano al sole e si fanno guardare
per farsi vedere strafatti d’amore
andiamo a sdraiarci nei cimiteri
a vedere le facce dei morti contenti
a capire se pensano ancora ai (pesci) maiali
o se ridono solo della gioia dei vermi
dammi una mano
uccidimi piano
tagliami a pezzi e mettimi in borsa
portami al fiume a guardare le rane
lasciami al sole per farmi abbronzare
prendi i miei pezzi
e rifammi migliore
poi butta tutto
e lasciami stare
non so neanche nuotare, al mare non so se ci posso venire
prendi la mano
e scappa lontano
mettila in tasca e tienila stretta
portala al mare, nei cimiteri,
portala sempre a guardare
le rane.

Un Commento
GLAB.