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	<title>Poesie da decubito &#187; Amore e robe umide</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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			<item>
		<title>Madonne puttane</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 19:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cogitabondo]]></category>
		<category><![CDATA[guance]]></category>
		<category><![CDATA[madonne]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[puttane]]></category>
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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta dorme scomodo, circondato da cose paurose di tepore
Esistono madonne puttane di peluche?
di quelle che uno ci dorme, se le abbraccia e le tiene vicino alla guancia
e poi si sveglia nel cuore della notte
e dice &#8220;madonna puttana, eccoti!&#8221;.
Esistono quelle madonne puttane di peluche?
E i cani randagi con la rogna che abbaiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta dorme scomodo, circondato da cose paurose di tepore</p></blockquote>
<p>Esistono madonne puttane di peluche?</p>
<p>di quelle che uno ci dorme, se le abbraccia e le tiene vicino alla guancia<br />
e poi si sveglia nel cuore della notte<br />
e dice &#8220;madonna puttana, eccoti!&#8221;.<br />
Esistono quelle madonne puttane di peluche?</p>
<p>E i cani randagi con la rogna che abbaiano da sotto il letto<br />
di quelli che appena chiudi gli occhi<br />
ti saltano sul letto e ti mangiano la faccia<br />
e ti lasciano agonizzante<br />
a sognare, nel tepore dello squartamento, le cose tue belle?<br />
Esistono quei cani randagi?</p>
<p>Perché, se non esistono,</p>
<p>di tutta questa esagerazione di notte<br />
delle mie guance abbandonate<br />
della birra calda di piscio</p>
<p>farò un mucchio, appiccherò un fuoco, mi ci siederò accanto</p>
<p>a tracciare nel fumo</p>
<p>due cani randagi, uno qualunque dei tuoi polpastrelli, un respiro arrossato<br />
sei settecento<br />
madonne puttane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cento volte meglio di Annamaria Franzoni</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 12:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cose ancora calde]]></category>
		<category><![CDATA[franzoni]]></category>
		<category><![CDATA[occultamento di cadaveri]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta viene ritrovato nel bagagliaio di una Ritmo dell&#8217;83, rossa.
Tu
rispetto ad Annamaria Franzoni
sei cento volte meglio
a parte che sei più bella e più giovane
vabbé, dici, devi fare il confronto con lei da giovane
ok, ma sei comunque meglio, cento volte
poi tu non uccidi i figli
vabbè, dici, ma io non li  ho, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta viene ritrovato nel bagagliaio di una Ritmo dell&#8217;83, rossa.</p></blockquote>
<p>Tu<br />
rispetto ad Annamaria Franzoni<br />
sei cento volte meglio</p>
<p>a parte che sei più bella e più giovane<br />
vabbé, dici, devi fare il confronto con lei da giovane<br />
ok, ma sei comunque meglio, cento volte</p>
<p>poi tu non uccidi i figli<br />
vabbè, dici, ma io non li  ho, non puoi fare il confronto<br />
hai ragione, ma sei comunque meglio, cento volte,</p>
<p>ma anche rispetto a Erika e Omar sei meglio<br />
vabbé, ok, loro sono in due, non si può fare<br />
ma anche rispetto a due, in proporzione, sarai almeno cinquanta volte meglio</p>
<p>sì, non hai sterminato la famiglia, i cari, il vicinato, va bene<br />
ma di sicuro sei meglio del mostro del Circeo, coso lì, Izzo<br />
e di Olindo Romano<br />
cento volte</p>
<p>dici i gusti, il punto di vista, sì, ok<br />
sarà che io ti giudico adesso, che ancora sono caldo, fumante<br />
fragrante</p>
<p>però cazzo, fidati<br />
se te lo dico io, da massacrato sterminato occultato cento volte morto</p>
<p>fidati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiusura lampo</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/06/chiusura-lampo/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 16:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Parolismi]]></category>
		<category><![CDATA[uh]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta stana colpevoli interiezioni
Poi tu mi dirai no
e io va bene, no,
ma nelle labbra ti rimarrà una linea storta
impossibile da correggere, da raddrizzare
una chiusura lampo chiusa a scapicollo
e io tratterrò il fiato
fino a che dovrai, per un fatto di fisica e biologia
staccarle, e rompere la linea
tu ti girerai per non farti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta stana colpevoli interiezioni</p>
<p>Poi tu mi dirai no<br />
e io va bene, no,</p>
<p>ma nelle labbra ti rimarrà una linea storta<br />
impossibile da correggere, da raddrizzare<br />
una chiusura lampo chiusa a scapicollo</p>
<p>e io tratterrò il fiato<br />
fino a che dovrai, per un fatto di fisica e biologia<br />
staccarle, e rompere la linea</p>
<p>tu ti girerai per non farti scoprire<br />
e farai due tre quattro passi lesti</p>
<p>perdendo  frettolosa dalle labbra</p>
<p>due piccoli, colpevolissimi<br />
uh.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A me piace quel fiore</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/06/a-me-piace-quel-fiore/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cappella sistina]]></category>
		<category><![CDATA[collusi]]></category>
		<category><![CDATA[ficatòpa]]></category>
		<category><![CDATA[figli di puttana]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta vanta le virtù delle cose immarcescibili su quelle periture, tirandole a sé per farne esercito di oscenità
Tu hai un fiore
a me piace quel fiore
no, non è una metafora per dire fica
le metafore hanno rotto il cazzo
è proprio un fiore
coi petali,
il profumo no, perché a occhio mi sembra finto
di plastica, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta vanta le virtù delle cose immarcescibili su quelle periture, tirandole a sé per farne esercito di oscenità</p></blockquote>
<p>Tu hai un fiore<br />
a me piace quel fiore</p>
<p>no, non è una metafora per dire fica<br />
le metafore hanno rotto il cazzo</p>
<p>è proprio un fiore<br />
coi petali,</p>
<p>il profumo no, perché a occhio mi sembra finto<br />
di plastica, di seta, non lo so</p>
<p>a  me piace quel fiore<br />
non perché sia bello di per sé</p>
<p>è un fiore, cazzo, non la cappella sistina<br />
o il lago di como</p>
<p>mi piace perché ce l&#8217;hai in testa<br />
e ti fa diventare la testa una specie di composizione</p>
<p>un centrotavola,<br />
mi piace per quello</p>
<p>ci passerei del tempo in un tavolo con un centrotavola così<br />
appoggiandoci i gomiti e ticchettando con le dita sui bordi</p>
<p>poi sotto al tavolo<br />
dondolerei con le gambe</p>
<p>nel segreto del sotto del tavolo<br />
senza che sopra, all&#8217;altezza del centrotavola, ci si accorga di nulla</p>
<p>e magari<br />
mentre sopra sarei tutto preciso e composto, a parlare di cose asessuate</p>
<p>sotto sarei un mulinello di gambe e oscenità<br />
e il tuo bel fiore, là sopra, saprebbe,</p>
<p>saprebbe tutto, cazzo<br />
ma non direbbe nulla</p>
<p>fermo, come un centro tavola<br />
bello, come un fiore infrangibile</p>
<p>farebbe finta di niente, per non mischiare le nostre cose col mondo ignaro<br />
complice e figlio di puttana</p>
<p>quanto nemmeno un lago di como,<br />
o un fiore normale che appassisce</p>
<p>o una stupida cappella sistina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sangue</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/05/sangue/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 18:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[culi di neonati]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[globuli]]></category>
		<category><![CDATA[sangue]]></category>
		<category><![CDATA[scimmie]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue esami clinici utilizzando zampe di bestie sui più dissoluti dei suoi organi
Il sangue è fatto di globuli colorati
scorre nei tubi delle vene
rosse e blu
robaccia
scorre e lascia grumi
che i medici vedono negli esami e tolgono
come i fruttivendoli tolgono i vermi dalla lattuga riccia
come te
che se fossi scimmia
mi toglieresti le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue esami clinici utilizzando zampe di bestie sui più dissoluti dei suoi organi</p></blockquote>
<p>Il sangue è fatto di globuli colorati<br />
scorre nei tubi delle vene<br />
rosse e blu<br />
robaccia</p>
<p>scorre e lascia grumi<br />
che i medici vedono negli esami e tolgono<br />
come i fruttivendoli tolgono i vermi dalla lattuga riccia</p>
<p>come te<br />
che se fossi scimmia<br />
mi toglieresti le cose dai peli<br />
e che se fossi gatto<br />
mi leccheresti la schiena e anche le parti immonde<br />
che a te sembrerebbero culi di neonato</p>
<p>e che invece sei un&#8217;altra cosa</p>
<p>e mi togli i grumi dal sangue, a modo tuo<br />
per farmelo scorrere liscio<br />
per ridarmelo puro e innocente<br />
in salita verso il cervello<br />
così che faccia i pensieri belli e precisi</p>
<p>e invece<br />
non va verso il cervello<br />
fa finta</p>
<p>il mio sangue, quando non lo vedi, va a puttane,<br />
dal cuore, dicono quelli che l&#8217;hanno visto, ma secondo me gli organi se li fa tutti<br />
e ci va veloce, senza grumi<br />
e si ubriaca<br />
e lo arrestano<br />
e lui non si difende<br />
e tu gli paghi la cauzione<br />
e va sempre così<br />
e poi arriva l&#8217;alba, roba da cartoni giapponesi</p>
<p>e tu e il mio sangue vi ritrovate a toccarvi col corpo con quella roba di brividi che ti rizzano il cazzo, se ce l&#8217;hai, o i pensieri, con la diffidenza ispida dei riappacificati</p>
<p>senza dire niente, al riparo di tende insufficienti a coprire il sole  esagerato dei cartoni giapponesi</p>
<p>perché all&#8217;alba il sangue cattivo<br />
se ti va bene,<br />
se ti va di rivoluzione e di amore assassino<br />
l&#8217;hai pisciato via.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando t&#8217;ho vista m&#8217;hai detto merda</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/05/quanto-tho-vista-mhai-detto-merda/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 18:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[dopoamore]]></category>
		<category><![CDATA[epiteti]]></category>
		<category><![CDATA[merdo]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta racconta un aneddoto usato in una fiction esistenziale di grande successo e malinconie
Quando t&#8217;ho vista
m&#8217;hai detto merda
ti ho detto dove vai
e tu m&#8217;hai detto cazzi
ti ho seguita con lo sguardo, mentre ti allontanavi
e tu m&#8217;hai detto
ti prego, merda, fermami
almeno questo è quello che mi è parso di capire, ma eri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta racconta un aneddoto usato in una fiction esistenziale di grande successo e malinconie</p></blockquote>
<p>Quando t&#8217;ho vista<br />
m&#8217;hai detto merda</p>
<p>ti ho detto dove vai<br />
e tu m&#8217;hai detto cazzi<br />
ti ho seguita con lo sguardo, mentre ti allontanavi<br />
e tu m&#8217;hai detto<br />
ti prego, merda, fermami<br />
almeno questo è quello che mi è parso di capire, ma eri lontana<br />
e andavi nel passato</p>
<p>poi sei tornata, dopo un po&#8217;<br />
solo perché t&#8217;eri scordata<br />
di dirmi merda, ancora un po&#8217;<br />
poi sei scappata<br />
e chi t&#8217;ha visto più<br />
ora ti cerco<br />
e tu chissà dove sei</p>
<p>tu che avanzavi<br />
ma mica lo sai<br />
un bacio liquido<br />
e un vaffanculo del dopo amore.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Favola d&#8217;amore triste per malati di mente</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/04/favola-damore-triste-per-malati-di-mente/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/04/favola-damore-triste-per-malati-di-mente/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 17:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[malattie mentali]]></category>
		<category><![CDATA[probabilmente labrador]]></category>
		<category><![CDATA[sospiri]]></category>
		<category><![CDATA[vaffanculo]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si rivolge al suo pubblico prediletto dicendo cose terribili del cielo e dei cani in combutta
C&#8217;era una volta
una donna bella
così bella che il cielo teneva le nuvole per coprirsi
al cospetto
e c&#8217;era un innamorato
così innamorato che il cielo sempre nuvole e coprirsi
la donna bella incontrava l&#8217;innamorato ogni giorno
e sospirava
e l&#8217;innamorato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si rivolge al suo pubblico prediletto dicendo cose terribili del cielo e dei cani in combutta</p></blockquote>
<p>C&#8217;era una volta<br />
una donna bella<br />
così bella che il cielo teneva le nuvole per coprirsi<br />
al cospetto<br />
e c&#8217;era un innamorato<br />
così innamorato che il cielo sempre nuvole e coprirsi<br />
la donna bella incontrava l&#8217;innamorato ogni giorno<br />
e sospirava<br />
e l&#8217;innamorato la baciava<br />
e la donna bella sospirava<br />
e l&#8217;innamorato finiva di baciare<br />
e sospirava pure lui.</p>
<p>Così anni,<br />
baci, sospiri, cielo, coprirsi.</p>
<p>All&#8217;anno del chissà<br />
l&#8217;innamorato arrivò prima<br />
per sorprendere di sorpresa la donna bella<br />
mazzo di fiori immane<br />
e si appostò di sbieco<br />
aspettò e uno e due e cinque momenti<br />
la donna bella arrivò<br />
la gonnellina tremava di donna<br />
le gambe erano rivoluzioni industriali di meccanica lussuria bianca</p>
<p>l&#8217;innamorato la vide<br />
madonna che fica la donna bella<br />
che maledetta topa, pensò<br />
con l&#8217;amore a fiori della domenica mattina<br />
ma la donna bella proseguì<br />
proseguì oltre<br />
e sospirò<br />
sospirò e una e due e cinquenovesette volte<br />
e poi baciò l&#8217;uomo maledetto<br />
chi era l&#8217;uomo maledetto<br />
chi era?<br />
Non lo so, non è importante, continuate a guardare la bella.</p>
<p>La donna bella sospirava e l&#8217;uomo maledetto la baciava<br />
e il cielo se ne sbatteva allegramente le sue  palle di cielo, bianche e tronfie di pioggia<br />
e pioveva pure<br />
e l&#8217;innamorato guardava e pioveva pure lui<br />
ma contro ogni sua previsione<br />
sospirava<br />
cioé, non è che sospirasse<br />
ma gli si gonfiava il petto<br />
la donna bella sospirava,  al lui gli si gonfiava il petto, l&#8217;uomo maledetto la baciava<br />
la donna bella sospirava,  al lui gli si gonfiava il petto, l&#8217;uomo  maledetto la baciava<br />
la donna bella sospirava,  al lui gli si gonfiava il petto, l&#8217;uomo  maledetto la baciava</p>
<p>un meccanismo perfetto<br />
sospirà, gonfià, bacià<br />
allora l&#8217;innamorato quando era il suo turno<br />
trattenne il fiato e l&#8217;aria se la nascose dentro le guance a palla da rugby che aveva<br />
così l&#8217;uomo maledetto la baciò<br />
ma al posto del bacio venne fuori un vento<br />
e la donna bella volò<br />
e il vento si placò<br />
e l&#8217;innamoratò morì<br />
e il cielo cadde<br />
e l&#8217;uomo maledetto niente<br />
e la donna bella si rialzò<br />
e l&#8217;innamorato se lo mangiarono i cani<br />
e l&#8217;uomo maledetto la baciò<br />
pensando fosse stato il cielo rasoterra di quella mattina fiorita a far cadere la bella<br />
il cielo rasoterra e quelle palle di cielo<br />
e i cani felici<br />
e un disastro di innamorati<br />
smembrati<br />
tutti sparsi per terra.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Di fumo</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/04/di-fumo/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/04/di-fumo/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 20:06:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[avidità]]></category>
		<category><![CDATA[contese corporali]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[lottatori]]></category>
		<category><![CDATA[nebbia]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si pone antagonista in contesa epocale, in uno scenario che, a prenotarlo, mesi prima
L&#8217;adipe
l&#8217;adipe
gesu cristo, pesanti
i rotoli, le scarpe di velluto spesso
il passo lento
lo sguardo
negro fumoso serio
persi nel vento fermo della nebbia di città
ci guardavamo seguendoci
ci guardavamo gli occhi nel culo
e la schiena nello sterno
conficcati come lego
nel nebbioso notturno del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si pone antagonista in contesa epocale, in uno scenario che, a prenotarlo, mesi prima</p></blockquote>
<p>L&#8217;adipe<br />
l&#8217;adipe<br />
gesu cristo, pesanti<br />
i rotoli, le scarpe di velluto spesso<br />
il passo lento<br />
lo sguardo<br />
negro fumoso serio<br />
persi nel vento fermo della nebbia di città<br />
ci guardavamo seguendoci<br />
ci guardavamo gli occhi nel culo<br />
e la schiena nello sterno<br />
conficcati come lego<br />
nel nebbioso notturno del passato<br />
che era</p>
<p>e ogni tanto come di sorpresa<br />
lo sguardo pauroso<br />
fermi<br />
con i corpi a quadriglia<br />
enormi, cazzo,<br />
nel centro centro centro del mondo<br />
determinati e avidi<br />
come lottatori di fumo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vengo da te (o la stupefacente macchinazione degli omini con le tute)</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Apr 2010 16:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[coop]]></category>
		<category><![CDATA[falsi bambini]]></category>
		<category><![CDATA[macchinazione]]></category>
		<category><![CDATA[omini]]></category>
		<category><![CDATA[piani e strategie]]></category>
		<category><![CDATA[tute]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta svela la macchinazione mirabolante che sta dietro al suo ingenuo viaggiare di felicità
Non so
sarà un&#8217;impressione
una cosa mia
ma quando poi arrivo
quando sono lì
quando mi sistemo il collo della camicia
le cose in tasca
le pupille una per occhio, le ciglia, lo sguà
quando son proprio lì che eccomi
quando ormai son lì che dai è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta svela la macchinazione mirabolante che sta dietro al suo ingenuo viaggiare di felicità</p></blockquote>
<p>Non so<br />
sarà un&#8217;impressione<br />
una cosa mia<br />
ma quando poi arrivo<br />
quando sono lì<br />
quando mi sistemo il collo della camicia<br />
le cose in tasca<br />
le pupille una per occhio, le ciglia, lo sguà<br />
quando son proprio lì che eccomi<br />
quando ormai son lì che dai è quasi ora d&#8217;essere felici,</p>
<p>io c&#8217;ho proprio l&#8217;impressione<br />
che un po&#8217; dietro<br />
proprio al confine della coda dell&#8217;occhio,<br />
degli omini con le tute<br />
tutti indaffarati e di nascosto</p>
<p>allora lì smettono di far finta,<br />
si fermano tutti, circospetti circospetti<br />
appoggiano a terra le buste della coop e i bambini chi ce li ha, i bambini che poi si scopre sono attori molto bassi,</p>
<p>e oh, fate come vi pare, non ci credete<br />
ma quelli, io li ho visti</p>
<p>riavvolgono la strada.</p>
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		<title>Acquisterò una di quelle</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 17:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[amore lestofante]]></category>
		<category><![CDATA[denti a uncinetto]]></category>
		<category><![CDATA[segno della erre]]></category>
		<category><![CDATA[sordi]]></category>
		<category><![CDATA[tiggì]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta pianifica vessazioni nei confronti degli handicappati che il suo amore se lo sognano coi sensi mancanti
Acquisterò una di quelle
una di quelle tipe che fanno i segni
per spiegare ai sordomuti  le notizie del tiggì
e farà il segno del cigno col gomito a ottusangolo
e il segno del terracqueo che nessuno lo sa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta pianifica vessazioni nei confronti degli handicappati che il suo amore se lo sognano coi sensi mancanti</p></blockquote>
<p>Acquisterò una di quelle<br />
una di quelle tipe che fanno i segni<br />
per spiegare ai sordomuti  le notizie del tiggì</p>
<p>e farà il segno del cigno col gomito a ottusangolo<br />
e il segno del terracqueo che nessuno lo sa fare<br />
aggrottando le ciglia e foreste di avambracci</p>
<p>e le dirò di fare il segno della erre<br />
col dente a uncinetto, per dirti amore rarro<br />
raddoppierò le erre per dirtene di più</p>
<p>e le dirò di urlare, senza muovere le mani,<br />
per non farglielo sentire ai sordi, quanto quanto<br />
perché soltanto tu devi saperlo intero tutto che io taccio</p>
<p>e la vestirò da troglia, da attricetta<br />
e le dirò di fare il segno del massacro<br />
coi polsi che si snodano e si staccano dal braccio</p>
<p>e le dirò di sbattere le mani contro il corpo<br />
per farti figurare non parole tutte intere, ma suoni pravvissuti e cose sanguinanti, con le croste, le ferite, sconfitti putrefatti, i corpi tutto intorno<br />
figurare, dicevo, guardami bene dalle parti della bocca<br />
che io ti amo a guerra.</p>
]]></content:encoded>
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