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	<title>Poesie da decubito &#187; Amore e robe umide</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Secchiona di merda</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 19:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta interroga gli alunni  ascopo di vessazione Segnati tutto le cose che dico, le cose che faccio le cose che penso, le cose che mangio scriviti tutto su un blocchetto duecentosei pagine scritte in piccolo un blocchetto coi fogli incollati sul dorso che se tiri di più si staccano a pezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta interroga gli alunni  ascopo di vessazione</p></blockquote>
<p>Segnati tutto<br />
le cose che dico, le cose che faccio<br />
le cose che penso, le cose che mangio<br />
scriviti tutto su un blocchetto</p>
<p>duecentosei pagine<br />
scritte in piccolo<br />
un blocchetto coi fogli incollati<br />
sul dorso<br />
che se tiri di più si staccano a pezzi<br />
si spezzano a mezzo<br />
come un mattone</p>
<p>e tu staccali, spezzali<br />
facci cartacce<br />
lasciali in giro come ciuffi di polvere<br />
lascia che gli altri li prendano a calci</p>
<p>e quando hai finito tutto il blocchetto<br />
chiudi gli occhi, concentrati bene<br />
e poi amami a mente<br />
quello che ti ricordi</p>
<p>e se non ti ricordi<br />
mi prendi da parte e mi dici<br />
guarda, questa la so, solo che adesso ho un vuoto di mente<br />
io ti boccio, ti strillo,<br />
ti dico vergogna,</p>
<p>e poi dopo<br />
ripeti l&#8217;anno<br />
ti do un nuovo blocchetto<br />
per farti annotare<br />
le cose che faccio, le cose che dico<br />
le cose che spando, le cose che spacco</p>
<p>ma tu, vai tranquilla,<br />
amami a mente<br />
secchiona di merda<br />
tanto lo sai che alla fine<br />
ti boccio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi morde e chi ingoia</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/08/chi-morde-e-chi-ingoia/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 20:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta distribuisce i compiti alle cose cannibali e a quelle mangiate Gli occhi dovrebbero guardare altri occhi soltanto i calci scalciare altri calci i pugili dar pugni sui pugni, alle nocche, le bocche mangiare le bocche così, come è giusto coi denti si masticherebbero denti, e lingue leccherebbero lingue ogni trasgressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta distribuisce i compiti alle cose cannibali e a quelle mangiate</p></blockquote>
<p>Gli occhi dovrebbero guardare altri occhi<br />
soltanto</p>
<p>i calci scalciare altri calci<br />
i pugili dar pugni sui pugni, alle nocche,<br />
le bocche mangiare le bocche<br />
così, come è giusto<br />
coi denti<br />
si masticherebbero denti, e lingue leccherebbero lingue</p>
<p>ogni trasgressione sarebbe severamente punita<br />
metteremmo su un comitato di saggi<br />
i probiviri, potremmo chiamarli<br />
e punirebbero ogni abuso, ogni vergognosa contaminazione<br />
bocche che mangiano pane, labbra che baciano mani, mani che prendono occhi<br />
occhi che, di nascosto, scrutano labbra che baciano occhi<br />
e i trasgressori, li metteremmo in galera a scontare la pena<br />
e in questo sarebbero pena essi stessi, altrimenti sarebbe sbagliato</p>
<p>di fuori un ordine rigorosissimo<br />
sarebbe bellissimo<br />
ciascuno sapendo le cose da fare<br />
leccare le lingue, abbracciare gli abbracci, picchiare fortissimo manganelli e bastoni<br />
sparare pistole, sputare agli sputi che sputano sangue,<br />
e sangue alle bocche che mangiano cuori<br />
e polmoni che pòlmano polmi sbuffando sudore<br />
di aria, ossigeno e fiati di rose<br />
che pungono rose<br />
morte d&#8217;amore per cose incredibili, fatti di sangue, di lotta, di pianti<br />
pianto che bagna non occhi, ma pianti</p>
<p>e gli occhi saprebbero, ma non farebbero nulla<br />
fisserebbero occhi, impotenti, per ore<br />
e di sotto la bocca mangerebbe la bocca<br />
masticando le labbra, i denti<br />
e la carne scoperta che brucia la carne<br />
masticando la bocca, se stessa, quell&#8217;altra,<br />
mischiando la lingua tra i denti,<br />
senza distinguere chi morde e chi ingoia<br />
una roba di incastri e di bocche ferite<br />
di sangue che cola sul sangue che impasta</p>
<p>di baci che, con le bocche distrutte<br />
continuerebbero a fare solo il loro dovere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il fuori</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Parolismi]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[pollini]]></category>
		<category><![CDATA[vongole piccole e medie]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta contatta il dirigente dell&#8217;uffico tecnico del Comune per avere notizie circa un campo demaniale seminato a fiori allucinogeni In primavera entrano i pollini dalle finestre come delle vongole sgusciate volanti vongole piccole sgusciate volanti le guardi dal letto e (capita che) i pollini entrano dall&#8217;entrata di te - come le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta contatta il dirigente dell&#8217;uffico tecnico del Comune per avere notizie circa un campo demaniale seminato a fiori allucinogeni</p></blockquote>
<p>In primavera entrano i pollini<br />
dalle finestre<br />
come delle vongole sgusciate volanti<br />
vongole piccole<br />
sgusciate volanti</p>
<p>le guardi dal letto<br />
e (capita che)<br />
i pollini entrano<br />
dall&#8217;entrata di te</p>
<p>- come le navicelle in quel film in cui le navicelle devono entrare nella supernavicella aliena per iniettare dei virus e salvare il pianeta -</p>
<p>e tu<br />
giorni dopo<br />
non starnutisci<br />
nemmeno ti gratti<br />
non sarà un&#8217;allergia<br />
e nemmeno il tempo che passa a memoria e ti lascia la faccia rigata sul mio petto<br />
dicevo, non è un&#8217;allergia</p>
<p>non starnutisci, no<br />
cosa fai? partorisci<br />
ti viene la pancia, il vestito a bretelle e la faccia<br />
e ti viene un calore<br />
partorisci, davvero, tipo le mamme</p>
<p>le vecchie signore accorrono pronte<br />
ti bagnano il collo,<br />
tu ridi contenta<br />
la fronte, le stille, le mamme di generazioni di ere passate, i panni, le porte<br />
sbattute</p>
<p>l&#8217;entrata di te<br />
si copre di fiori<br />
che volano fuori<br />
un tappeto di fiori<br />
le vecchie signore<br />
miliardi di rime che rimano in -ore, in -ori, in petali gialli<br />
è facile la rima in -ore, lo so<br />
tu prova a trovarmi una rima in -petaligialli<br />
non c&#8217;è</p>
<p>l&#8217;entrata di te si richiude<br />
di fuori un miliardo di fiori<br />
sul tavolo della cucina<br />
e tu con lo sguardo felice<br />
scopata una volta dai fiori<br />
mamma di petali gialli, rime impossibili<br />
colori volanti</p>
<p>nel fuori pauroso del fuori di te.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Così</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/05/cosi/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[corse a scapicollo]]></category>
		<category><![CDATA[così]]></category>
		<category><![CDATA[risa]]></category>
		<category><![CDATA[rupi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue autopsie d&#8217;amore su cadaveri tenuti benissimo Lui correva correva correva, di dietro, e lei correva correva correva, davanti, poi lei rideva rideva rideva, davanti, e lui moriva moriva moriva, di dietro. Poi lei si fermò, lui si fermò, lui morì, lei gli mise una mano sugli occhi, lui no, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue autopsie d&#8217;amore su cadaveri tenuti benissimo</p></blockquote>
<p>Lui<br />
correva correva correva, di dietro,<br />
e lei correva correva correva,<br />
davanti,</p>
<p>poi lei rideva rideva rideva, davanti,<br />
e lui moriva moriva moriva,<br />
di dietro.</p>
<p>Poi lei si fermò,<br />
lui si fermò,<br />
lui morì,<br />
lei gli mise una mano sugli occhi,</p>
<p>lui no, lui morì,</p>
<p>ma lei rise, lei rise:<br />
era bello,<br />
così.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Due cacche</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 15:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cacche]]></category>
		<category><![CDATA[gamberetti e facce]]></category>
		<category><![CDATA[pesci doganali]]></category>
		<category><![CDATA[piste da bob]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale alla fine il poeta, un po&#8217; come tutto, va al mare. No, non usciamo ho comprato da mangiare le stesse cose dobbiamo mangiare poi andiamo a fare la cacca e facciamo la cacca uguale la cacca, allora, parte alle fogne come i bob nelle piste da bob scivola come i cadaveri dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale alla fine il poeta, un po&#8217; come tutto, va al mare.</p></blockquote>
<p>No, non usciamo<br />
ho comprato da mangiare<br />
le stesse cose dobbiamo mangiare</p>
<p>poi andiamo a fare la cacca<br />
e facciamo la cacca uguale</p>
<p>la cacca,<br />
allora, parte alle fogne come i bob nelle piste da bob<br />
scivola come i cadaveri dei topi nelle piste dei cadaveri dei topi<br />
corre sopra ai cadaveri incompleti, cubisti, dei topi del passato<br />
e plana sui tubi sfilacciati<br />
e poi giù, fino al tubo sul mare</p>
<p>e i pesci la vedono, i pesci doganali che ha il mare<br />
la ispezionano, diffidenti<br />
la sabbia fa finta di niente<br />
e i nostri due pezzetti di cacca, tenendosi per mano,<br />
diciamo, per mano<br />
chiudono gli occhi<br />
le altre cacche si fermano<br />
e le nostre passano, cazzo, passano</p>
<p>e il mare continua a far niente<br />
far niente come fa il mare<br />
le guarda con la tenerezza dei macchinisti per i bagagli indecenti<br />
dei turisti giapponesi<br />
e le due cacchine galleggiano e si scambiano di posto<br />
e nuotano, nuotano, diciamo, nuotano<br />
e nessuno dei pesci, smette di far niente<br />
e due cacche adagiate sul niente<br />
del sotto del mare.</p>
<p>Non usciamo, no<br />
dobbiamo mangiare</p>
<p>le stesse cose, mangiare<br />
per fare le cacche uguali</p>
<p>due passaporti spiccicati<br />
di uno stato piccolissimo, neutrale<br />
sperduti e matti di testa, come le targhe di san marino, le facce allibite dei gamberetti</p>
<p>due cacche, inattese<br />
nel mare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sei scappata perché era brutto tempo</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/02/sei-scappata-perche-era-brutto-tempo/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 16:12:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[albicocche]]></category>
		<category><![CDATA[forestale]]></category>
		<category><![CDATA[fughe repentine]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta calcola il resto tra partenze e ritorni e si ritrova con un palmo di naso Sei scappata perché era brutto tempo hai scansato le tende e c&#8217;era uno di quei tempi bianchi senza pioggia e senza sole uno di quei tempi neutri che assomigliano ai sussidiari delle elementari, quelli da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta calcola il resto tra partenze e ritorni e si ritrova con un palmo di naso</p></blockquote>
<p>Sei scappata perché era brutto tempo</p>
<p>hai scansato le tende e c&#8217;era uno di quei tempi bianchi senza pioggia e senza sole<br />
uno di quei tempi neutri<br />
che assomigliano ai sussidiari delle elementari, quelli da colorare, ma che nessuno ha colorato perché il bambino incaricato era morto di tristezza la sera prima,  in circostanze tutte da chiarire,  nel letto a baldacchino della sua badante austriaca</p>
<p>i bambini non hanno badanti<br />
hanno tate<br />
lo so<br />
questo aveva la badante</p>
<p>pensa quanto poteva essere triste il giorno in cui sei scappata</p>
<p>sei scappata a perdita d&#8217;occhio, come gli aereoplani sugli oceani nuvolosi<br />
indaffarata a scappare come le camionette della forestale</p>
<p>sei scappata, e hai fatto una cosa giusta<br />
io qui però non sto tanto bene<br />
è sempre domenica, come nei desideri degli imbecilli<br />
è sempre medioevo, come nei sogni ingiusti dei bacilli della peste<br />
e il tempo è un tempo di bianco, palazzi e marciapiedi</p>
<p>sei scappata, e hai fatto bene<br />
ma ora torna, ti prego, torna<br />
anche di notte</p>
<p>se torni<br />
farò maturare le albicocche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una cosa</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/01/una-cosa/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 22:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[nel]]></category>
		<category><![CDATA[rifarsi]]></category>
		<category><![CDATA[scienza profonda]]></category>
		<category><![CDATA[segreti]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta, scienziato a se stesso, esperimenta il miraco della vita  e finisce a zozzeria Una cosa che vorrei farti non è il sesso, le faccette, le pacche sul culo quando esci una cosa che vorrei farti non è nemmeno guardarti mentre dormi no quando dormi ti assicuro sei uguale spiccicata a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta, scienziato a se stesso, esperimenta il miraco della vita  e finisce a zozzeria</p></blockquote>
<p>Una cosa che vorrei farti<br />
non è il sesso, le faccette, le pacche sul culo quando esci<br />
una cosa che vorrei farti<br />
non è nemmeno guardarti mentre dormi<br />
no<br />
quando dormi<br />
ti assicuro<br />
sei uguale spiccicata a quando non dormi<br />
non ci faccio niente di guardarti mentre dormi.</p>
<p>Una cosa che vorrei farti<br />
invece<br />
una cosa che vorrei farti<br />
è i figli,<br />
per guardarci nei geni<br />
nel dna.</p>
<p>Anche due, sette, quattro, nove, cinque,<br />
ciascuno fatto apposta<br />
per guardarci nel.</p>
<p>Se ci trovo un segreto, va bene<br />
ti rifaccio<br />
se ci trovo una formula o un affresco o un partenone<br />
ti ricopio<br />
contraffaccio<br />
contraffaggo</p>
<p>se non ci vedo niente<br />
do la colpa al microscopio<br />
ai figli<br />
alla maniera in cui</p>
<p>se non ci trovo niente<br />
sbaraglio il tavolino, il dna, i geni sgranellati sul tappeto<br />
i cosi lì, i figli, li do ai cani</p>
<p>e te invece,<br />
io ti bevo dagli occhi, con la cannuccia,<br />
ti succhio il sangue dall&#8217;entrata del sangue<br />
mi ubriaco come un frate<br />
e mi asciugo le tue lacrime sul braccio</p>
<p>poi ti piscio</p>
<p>e finché non faccio le analisi delle urine<br />
per me resti un&#8217;insolita, fantastica, inaudita, prodigiosa<br />
ipotesi scientifica</p>
<p>tutta da verificare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#039;ultima volta</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/01/lultima-volta/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 22:03:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[pennarelli]]></category>
		<category><![CDATA[sussulti]]></category>
		<category><![CDATA[torture]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta sbaglia  a rimettere la sveglia e si sveglia tumefatto di doline carsiche L&#8217;ultima volta che mi sono svegliato tu non c&#8217;eri ma io mi sono svegliato lo stesso quindi ora sono in galera mi stanno torturando con un filo elettrico e un chiodo e una fotografia in cui giocavo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta sbaglia  a rimettere la sveglia e si sveglia tumefatto di doline carsiche</p></blockquote>
<p>L&#8217;ultima volta che mi sono svegliato<br />
tu non c&#8217;eri</p>
<p>ma io mi sono svegliato lo stesso</p>
<p>quindi ora sono in galera<br />
mi stanno torturando con un filo elettrico<br />
e un chiodo<br />
e una fotografia in cui giocavo a pallone<br />
e un bicchiere di sangue<br />
mio<br />
e sul mio petto ci hanno scritto delle oscenità<br />
col pennarello rosso<br />
un uomo alto e smunto si è seduto sopra le mie ginocchia tese<br />
e saltella</p>
<p>stasera mi riporteranno a casa, credo<br />
e potrò dormire nel mio letto<br />
poi domattina avrò un sussulto<br />
dieci minuti prima di svegliarmi<br />
mi toccherò le ginocchia spaccate con la mano<br />
mi toccherò la faccia per contare gli occhi e le bocche<br />
mi toccherò il cuore sotto le palpebre nere<br />
poi mi sveglierò<br />
a quel punto</p>
<p>fai tu.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Dio fiore</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/01/dio-fiore/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2011/01/dio-fiore/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2011 21:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[dio]]></category>
		<category><![CDATA[dioverme]]></category>
		<category><![CDATA[verme]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.decubito.org/?p=128800387</guid>
		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta fa del giardinaggio di parallasse, non significando nulla, significando, dunque, col sentimento scuro Sei un fiore nel prato sei un fiore nel vaso sei un fiore nel reparto surgelati del cinese qua sotto sei un fiore dove chi lo sa i fiori li fanno coi gambi proprio perché quando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta fa del giardinaggio di parallasse, non significando nulla, significando, dunque, col sentimento scuro</p></blockquote>
<p>Sei un fiore nel prato<br />
sei un fiore nel vaso</p>
<p>sei un fiore nel reparto surgelati del cinese qua sotto<br />
sei un fiore dove chi lo sa</p>
<p>i fiori li fanno coi gambi proprio perché<br />
quando il prato non ce la fa più<br />
li prendi, li porti via</p>
<p>sui tetti, sugli scatoloni della coop che ti servono per il trasloco<br />
sul trasloco<br />
sopra la pancia,<br />
e i ciuffetti dell&#8217;ombelico ti fanno il prato</p>
<p>sei un fiore<br />
dio verme<br />
ti amo e se fossi tu<br />
dio stupido, ad amare così<br />
il bangladesh sarebbe allagato</p>
<p>pioverebbe pioggia dai muri<br />
bambini galleggianti<br />
microcredito a puttane<br />
puttane galleggianti che da morte insidiano i bambini galleggianti<br />
ti amo, diopallido e bello<br />
ti amo, dio dei morti sbiancati</p>
<p>ti amo, dio dei fiori<br />
ti amo, fiore, ti amo<br />
nel reparto surgelati del cinese qua sotto<br />
vicino alla cicoria<br />
dio verme<br />
dio verme nella verdura</p>
<p>dio prato</p>
<p>sei un fiore<br />
e se fossi tu, dio,<br />
pioverebbe pioggia dalla terra<br />
al cielo.</p>
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		<title>Madonne puttane</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 19:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cogitabondo]]></category>
		<category><![CDATA[guance]]></category>
		<category><![CDATA[madonne]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[puttane]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta dorme scomodo, circondato da cose paurose di tepore Esistono madonne puttane di peluche? di quelle che uno ci dorme, se le abbraccia e le tiene vicino alla guancia e poi si sveglia nel cuore della notte e dice &#8220;madonna puttana, eccoti!&#8221;. Esistono quelle madonne puttane di peluche? E i cani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta dorme scomodo, circondato da cose paurose di tepore</p></blockquote>
<p>Esistono madonne puttane di peluche?</p>
<p>di quelle che uno ci dorme, se le abbraccia e le tiene vicino alla guancia<br />
e poi si sveglia nel cuore della notte<br />
e dice &#8220;madonna puttana, eccoti!&#8221;.<br />
Esistono quelle madonne puttane di peluche?</p>
<p>E i cani randagi con la rogna che abbaiano da sotto il letto<br />
di quelli che appena chiudi gli occhi<br />
ti saltano sul letto e ti mangiano la faccia<br />
e ti lasciano agonizzante<br />
a sognare, nel tepore dello squartamento, le cose tue belle?<br />
Esistono quei cani randagi?</p>
<p>Perché, se non esistono,</p>
<p>di tutta questa esagerazione di notte<br />
delle mie guance abbandonate<br />
della birra calda di piscio</p>
<p>farò un mucchio, appiccherò un fuoco, mi ci siederò accanto</p>
<p>a tracciare nel fumo</p>
<p>due cani randagi, uno qualunque dei tuoi polpastrelli, un respiro arrossato<br />
sei settecento<br />
madonne puttane.</p>
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