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	<title>Poesie da decubito &#187; Amore e robe umide</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Un sogno</title>
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		<pubDate>Sat, 12 May 2012 03:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta viene ammazzato fuori campo Ho fatto un sogno ho fatto un sogno, ma io non c&#8217;ero evidentemente, ho fatto un sogno tuo. C&#8217;eri tu, nel sogno, c&#8217;era confusione, poi non ricordo proprio bene quando nel sogno non ci sei non si capisce tutto tutto. Mi dirai: ma eri come una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta viene ammazzato fuori campo</p></blockquote>
<p>Ho fatto un sogno<br />
ho fatto un sogno, ma io non c&#8217;ero<br />
evidentemente, ho fatto un sogno<br />
tuo.</p>
<p>C&#8217;eri tu, nel sogno, c&#8217;era confusione,<br />
poi non ricordo proprio bene<br />
quando nel sogno non ci sei<br />
non si capisce tutto tutto.</p>
<p>Mi dirai:<br />
ma eri come una voce narrante che vede da fuori<br />
ma non può intervenire, o uno spettatore come quando vedi un film?<br />
No, io non c&#8217;ero proprio<br />
non vedevo, non sentivo, soprattutto non capivo.</p>
<p>In effetti non so niente di quel tuo sogno<br />
so solo che l&#8217;ho sognato io<br />
tu eri dentro e io ero fuori<br />
come quando ti hanno ucciso, sparato, accoltelato<br />
tu non lo sai che ti hanno ucciso<br />
perché sei morto,<br />
ma intanto<br />
come un ricordo o un sogno bello,<br />
come un coglione, intanto<br />
muori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il processo cognitivo della macellazione ḥalāl</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 17:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta sfugge con destrezza ai servizi sociali e si getta nel mattatoio comunale di Islamabad. Prendi una mucca tagliala in parti uguali in triangoli equilateri ciascuno con i lati di 28cm prendi i pezzi di mucca triangolari uno per volta e spalmaci una passata abbondante di vernidas no scherzavo lascia la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta sfugge con destrezza ai servizi sociali e si getta nel mattatoio comunale di Islamabad.</p>
<p>Prendi una mucca<br />
tagliala in parti uguali<br />
in triangoli equilateri<br />
ciascuno con i lati di 28cm<br />
prendi i pezzi di mucca triangolari<br />
uno per volta<br />
e spalmaci una passata abbondante di vernidas</p>
<p>no scherzavo</p>
<p>lascia la mucca<br />
la mucca non è responsabile del male del mondo<br />
il responsabile unico del male del mondo è:<br />
l&#8217;applausometro.<br />
E poi, staccata di sei punti, Gabriella Carlucci.</p>
<p>Da quando è arrivato novembre<br />
mi annoio tantissimo<br />
tra sei anni e mezzo sarà il mio compleanno<br />
e non conosco ancora i rudimenti<br />
della pastorizia acrobatica di sostentamento.</p>
<p>Prendi una mucca<br />
ci ho ripensato<br />
ho voglia di mucca<br />
ho una voglia di mucca sul collo<br />
tuo<br />
e io non so come spiegarle<br />
il meccanismo violento di sopraffazione della bistecca.</p>
<p>L&#8217;amore è un processo di macellazione rituale</p>
<p>gli innamorati devono essere coscienti al momento dell&#8217;uccisione<br />
che deve essere procurata recidendo la trachea e l&#8217;esofago<br />
e sopravvenire per il dissanguamento completo<br />
delle carcasse</p>
<p>oppure<br />
dando un nome alle cose<br />
per desaturazione completa dell&#8217;aria, del vapore circostante</p>
<p>e tutto ciò che ci manca<br />
per costruire una mucca gigantesca<br />
è già tutto contenuto in un comunissimo kebàb.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Non siamo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta fa la spremuta col frutto del suo seno, gesù Non siamo niente non siamo una cosa che si possa guardare da fuori e ammirare nemmeno un ricordo di qualcuno che parte e si appoggia a una fronte, un bancone per ricordare qualcosa di forte siamo accaduti successi avvenuti un pallino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta fa la spremuta col frutto del suo seno, gesù</p></blockquote>
<p>Non siamo niente<br />
non siamo una cosa<br />
che si possa guardare<br />
da fuori<br />
e ammirare<br />
nemmeno un ricordo<br />
di qualcuno che parte<br />
e si appoggia<br />
a una fronte, un bancone<br />
per ricordare<br />
qualcosa<br />
di forte</p>
<p>siamo accaduti<br />
successi<br />
avvenuti<br />
un pallino in grassetto<br />
festivo<br />
su un&#8217;agenda in omaggio di una banca rurale di credito cooperativo</p>
<p>siamo stati questione di tempo, di spazio, di ingombro,<br />
di battito e cura<br />
una casa di vento</p>
<p>non siamo più niente<br />
una sega</p>
<p>ignoro il nome che adesso ci lega<br />
una pietra<br />
se siamo<br />
ecco, siamo una pietra<br />
esiste un essere vivente più disperato<br />
di una mela?<br />
una pianta, un pianto, un pianto una sera<br />
un pomodoro dentro a una serra</p>
<p>la prego signorina lo dica al microfono</p>
<p>chi ha perso<br />
quest&#8217;uomo<br />
su questa cazzo di terra?</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Piccola poesia dell&#8217;amore olistico</title>
		<link>http://www.decubito.org/2012/03/piccola-poesia-dellamore-olistico/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta assolve ad alcuni bisogni primari utilizzando Maurizio Mannone come stimolo Ho fame di te, e ho sete, ho sonno di te, certe sere dopo linea notte di rai3, ho fare cacca di te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta assolve ad alcuni bisogni primari utilizzando Maurizio Mannone come stimolo</p></blockquote>
<p>Ho fame di te,<br />
e ho sete,<br />
ho sonno di te,</p>
<p>certe sere dopo linea notte di rai3,<br />
ho fare cacca di te.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La mano</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:11:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si smembra per occupare, proporzionalmente, più spazio. Dammi la mano scappiamo lontano prendiamo l&#8217;autobus e andiamo al mare un mare con dentro i pesci maiali che fanno l&#8217;amore con le lische intrecciate e poi si suicidano per farci mangiare dei pesci maiali si butta ogni cosa rimangono solo le lische [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si smembra per occupare, proporzionalmente, più spazio.</p></blockquote>
<p>Dammi la mano<br />
scappiamo lontano<br />
prendiamo l&#8217;autobus e andiamo al mare<br />
un mare con dentro i pesci maiali<br />
che fanno l&#8217;amore con le lische intrecciate<br />
e poi si suicidano per farci mangiare</p>
<p>dei pesci maiali si butta ogni cosa<br />
rimangono solo le lische intrecciate<br />
si seccano al sole e si fanno guardare<br />
per farsi vedere strafatti d&#8217;amore</p>
<p>andiamo a sdraiarci nei cimiteri<br />
a vedere le facce dei morti contenti<br />
a capire se pensano ancora ai (pesci) maiali<br />
o se ridono solo della gioia dei vermi</p>
<p>dammi una mano<br />
uccidimi piano<br />
tagliami a pezzi e mettimi in borsa<br />
portami al fiume a guardare le rane<br />
lasciami al sole per farmi abbronzare</p>
<p>prendi i miei pezzi<br />
e rifammi migliore<br />
poi butta tutto<br />
e lasciami stare<br />
non so neanche nuotare, al mare non so se ci posso venire</p>
<p>prendi la mano<br />
e scappa lontano<br />
mettila in tasca e tienila stretta<br />
portala al mare, nei cimiteri,<br />
portala sempre a guardare<br />
le rane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Secchiona di merda</title>
		<link>http://www.decubito.org/2012/01/secchiona-di-merda/</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 19:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta interroga gli alunni  ascopo di vessazione Segnati tutto le cose che dico, le cose che faccio le cose che penso, le cose che mangio scriviti tutto su un blocchetto duecentosei pagine scritte in piccolo un blocchetto coi fogli incollati sul dorso che se tiri di più si staccano a pezzi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta interroga gli alunni  ascopo di vessazione</p></blockquote>
<p>Segnati tutto<br />
le cose che dico, le cose che faccio<br />
le cose che penso, le cose che mangio<br />
scriviti tutto su un blocchetto</p>
<p>duecentosei pagine<br />
scritte in piccolo<br />
un blocchetto coi fogli incollati<br />
sul dorso<br />
che se tiri di più si staccano a pezzi<br />
si spezzano a mezzo<br />
come un mattone</p>
<p>e tu staccali, spezzali<br />
facci cartacce<br />
lasciali in giro come ciuffi di polvere<br />
lascia che gli altri li prendano a calci</p>
<p>e quando hai finito tutto il blocchetto<br />
chiudi gli occhi, concentrati bene<br />
e poi amami a mente<br />
quello che ti ricordi</p>
<p>e se non ti ricordi<br />
mi prendi da parte e mi dici<br />
guarda, questa la so, solo che adesso ho un vuoto di mente<br />
io ti boccio, ti strillo,<br />
ti dico vergogna,</p>
<p>e poi dopo<br />
ripeti l&#8217;anno<br />
ti do un nuovo blocchetto<br />
per farti annotare<br />
le cose che faccio, le cose che dico<br />
le cose che spando, le cose che spacco</p>
<p>ma tu, vai tranquilla,<br />
amami a mente<br />
secchiona di merda<br />
tanto lo sai che alla fine<br />
ti boccio.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chi morde e chi ingoia</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/08/chi-morde-e-chi-ingoia/</link>
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		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 20:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta distribuisce i compiti alle cose cannibali e a quelle mangiate Gli occhi dovrebbero guardare altri occhi soltanto i calci scalciare altri calci i pugili dar pugni sui pugni, alle nocche, le bocche mangiare le bocche così, come è giusto coi denti si masticherebbero denti, e lingue leccherebbero lingue ogni trasgressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta distribuisce i compiti alle cose cannibali e a quelle mangiate</p></blockquote>
<p>Gli occhi dovrebbero guardare altri occhi<br />
soltanto</p>
<p>i calci scalciare altri calci<br />
i pugili dar pugni sui pugni, alle nocche,<br />
le bocche mangiare le bocche<br />
così, come è giusto<br />
coi denti<br />
si masticherebbero denti, e lingue leccherebbero lingue</p>
<p>ogni trasgressione sarebbe severamente punita<br />
metteremmo su un comitato di saggi<br />
i probiviri, potremmo chiamarli<br />
e punirebbero ogni abuso, ogni vergognosa contaminazione<br />
bocche che mangiano pane, labbra che baciano mani, mani che prendono occhi<br />
occhi che, di nascosto, scrutano labbra che baciano occhi<br />
e i trasgressori, li metteremmo in galera a scontare la pena<br />
e in questo sarebbero pena essi stessi, altrimenti sarebbe sbagliato</p>
<p>di fuori un ordine rigorosissimo<br />
sarebbe bellissimo<br />
ciascuno sapendo le cose da fare<br />
leccare le lingue, abbracciare gli abbracci, picchiare fortissimo manganelli e bastoni<br />
sparare pistole, sputare agli sputi che sputano sangue,<br />
e sangue alle bocche che mangiano cuori<br />
e polmoni che pòlmano polmi sbuffando sudore<br />
di aria, ossigeno e fiati di rose<br />
che pungono rose<br />
morte d&#8217;amore per cose incredibili, fatti di sangue, di lotta, di pianti<br />
pianto che bagna non occhi, ma pianti</p>
<p>e gli occhi saprebbero, ma non farebbero nulla<br />
fisserebbero occhi, impotenti, per ore<br />
e di sotto la bocca mangerebbe la bocca<br />
masticando le labbra, i denti<br />
e la carne scoperta che brucia la carne<br />
masticando la bocca, se stessa, quell&#8217;altra,<br />
mischiando la lingua tra i denti,<br />
senza distinguere chi morde e chi ingoia<br />
una roba di incastri e di bocche ferite<br />
di sangue che cola sul sangue che impasta</p>
<p>di baci che, con le bocche distrutte<br />
continuerebbero a fare solo il loro dovere.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Il fuori</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:57:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Parolismi]]></category>
		<category><![CDATA[allergie]]></category>
		<category><![CDATA[droghe]]></category>
		<category><![CDATA[fiori]]></category>
		<category><![CDATA[pollini]]></category>
		<category><![CDATA[vongole piccole e medie]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta contatta il dirigente dell&#8217;uffico tecnico del Comune per avere notizie circa un campo demaniale seminato a fiori allucinogeni In primavera entrano i pollini dalle finestre come delle vongole sgusciate volanti vongole piccole sgusciate volanti le guardi dal letto e (capita che) i pollini entrano dall&#8217;entrata di te - come le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta contatta il dirigente dell&#8217;uffico tecnico del Comune per avere notizie circa un campo demaniale seminato a fiori allucinogeni</p></blockquote>
<p>In primavera entrano i pollini<br />
dalle finestre<br />
come delle vongole sgusciate volanti<br />
vongole piccole<br />
sgusciate volanti</p>
<p>le guardi dal letto<br />
e (capita che)<br />
i pollini entrano<br />
dall&#8217;entrata di te</p>
<p>- come le navicelle in quel film in cui le navicelle devono entrare nella supernavicella aliena per iniettare dei virus e salvare il pianeta -</p>
<p>e tu<br />
giorni dopo<br />
non starnutisci<br />
nemmeno ti gratti<br />
non sarà un&#8217;allergia<br />
e nemmeno il tempo che passa a memoria e ti lascia la faccia rigata sul mio petto<br />
dicevo, non è un&#8217;allergia</p>
<p>non starnutisci, no<br />
cosa fai? partorisci<br />
ti viene la pancia, il vestito a bretelle e la faccia<br />
e ti viene un calore<br />
partorisci, davvero, tipo le mamme</p>
<p>le vecchie signore accorrono pronte<br />
ti bagnano il collo,<br />
tu ridi contenta<br />
la fronte, le stille, le mamme di generazioni di ere passate, i panni, le porte<br />
sbattute</p>
<p>l&#8217;entrata di te<br />
si copre di fiori<br />
che volano fuori<br />
un tappeto di fiori<br />
le vecchie signore<br />
miliardi di rime che rimano in -ore, in -ori, in petali gialli<br />
è facile la rima in -ore, lo so<br />
tu prova a trovarmi una rima in -petaligialli<br />
non c&#8217;è</p>
<p>l&#8217;entrata di te si richiude<br />
di fuori un miliardo di fiori<br />
sul tavolo della cucina<br />
e tu con lo sguardo felice<br />
scopata una volta dai fiori<br />
mamma di petali gialli, rime impossibili<br />
colori volanti</p>
<p>nel fuori pauroso del fuori di te.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Così</title>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[corse a scapicollo]]></category>
		<category><![CDATA[così]]></category>
		<category><![CDATA[risa]]></category>
		<category><![CDATA[rupi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue autopsie d&#8217;amore su cadaveri tenuti benissimo Lui correva correva correva, di dietro, e lei correva correva correva, davanti, poi lei rideva rideva rideva, davanti, e lui moriva moriva moriva, di dietro. Poi lei si fermò, lui si fermò, lui morì, lei gli mise una mano sugli occhi, lui no, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue autopsie d&#8217;amore su cadaveri tenuti benissimo</p></blockquote>
<p>Lui<br />
correva correva correva, di dietro,<br />
e lei correva correva correva,<br />
davanti,</p>
<p>poi lei rideva rideva rideva, davanti,<br />
e lui moriva moriva moriva,<br />
di dietro.</p>
<p>Poi lei si fermò,<br />
lui si fermò,<br />
lui morì,<br />
lei gli mise una mano sugli occhi,</p>
<p>lui no, lui morì,</p>
<p>ma lei rise, lei rise:<br />
era bello,<br />
così.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Due cacche</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/04/due-cacche/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 15:59:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cacche]]></category>
		<category><![CDATA[gamberetti e facce]]></category>
		<category><![CDATA[pesci doganali]]></category>
		<category><![CDATA[piste da bob]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale alla fine il poeta, un po&#8217; come tutto, va al mare. No, non usciamo ho comprato da mangiare le stesse cose dobbiamo mangiare poi andiamo a fare la cacca e facciamo la cacca uguale la cacca, allora, parte alle fogne come i bob nelle piste da bob scivola come i cadaveri dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale alla fine il poeta, un po&#8217; come tutto, va al mare.</p></blockquote>
<p>No, non usciamo<br />
ho comprato da mangiare<br />
le stesse cose dobbiamo mangiare</p>
<p>poi andiamo a fare la cacca<br />
e facciamo la cacca uguale</p>
<p>la cacca,<br />
allora, parte alle fogne come i bob nelle piste da bob<br />
scivola come i cadaveri dei topi nelle piste dei cadaveri dei topi<br />
corre sopra ai cadaveri incompleti, cubisti, dei topi del passato<br />
e plana sui tubi sfilacciati<br />
e poi giù, fino al tubo sul mare</p>
<p>e i pesci la vedono, i pesci doganali che ha il mare<br />
la ispezionano, diffidenti<br />
la sabbia fa finta di niente<br />
e i nostri due pezzetti di cacca, tenendosi per mano,<br />
diciamo, per mano<br />
chiudono gli occhi<br />
le altre cacche si fermano<br />
e le nostre passano, cazzo, passano</p>
<p>e il mare continua a far niente<br />
far niente come fa il mare<br />
le guarda con la tenerezza dei macchinisti per i bagagli indecenti<br />
dei turisti giapponesi<br />
e le due cacchine galleggiano e si scambiano di posto<br />
e nuotano, nuotano, diciamo, nuotano<br />
e nessuno dei pesci, smette di far niente<br />
e due cacche adagiate sul niente<br />
del sotto del mare.</p>
<p>Non usciamo, no<br />
dobbiamo mangiare</p>
<p>le stesse cose, mangiare<br />
per fare le cacche uguali</p>
<p>due passaporti spiccicati<br />
di uno stato piccolissimo, neutrale<br />
sperduti e matti di testa, come le targhe di san marino, le facce allibite dei gamberetti</p>
<p>due cacche, inattese<br />
nel mare.</p>
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