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	<title>Poesie da decubito &#187; Filosofie da asporto</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Citofonare e scappare</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Sep 2023 17:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amara società]]></category>
		<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[buoni]]></category>
		<category><![CDATA[innamorati]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo elegante]]></category>
		<category><![CDATA[utopie]]></category>
		<category><![CDATA[vecchi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta, di notte, fa scherzi idioti alle persone peggiori, con effetti devastanti sulla terza età I brutti i brutti non dovrebbero mai mai mai uscire di casa, gli idioti mai aprir bocca, i cattivi tutti chiusi nelle cantine, e i puzzolenti e i cani in grandi celle di plexiglas, i belli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta, di notte, fa scherzi idioti alle persone peggiori, con effetti devastanti sulla terza età</p></blockquote>
<p>I brutti</p>
<p>i brutti non dovrebbero mai mai mai uscire di casa,<br />
gli idioti mai aprir bocca,<br />
i cattivi tutti chiusi nelle cantine,<br />
e i puzzolenti e i cani in grandi celle di plexiglas,<br />
i belli, gli intelligenti, gli innamorati, i buoni, i poveretti e gli illusi, tutti nelle strade,<br />
continuamente,<br />
a citofonare e scappare,<br />
citofonare e scappare,</p>
<p>fino a che la signora non risponde<br />
dice chi è, chi minchia è, chi stracazzo è<br />
scende di sotto<br />
con la scopa<br />
le pistole<br />
li guarda, quegli innamorati, quei belli, i buoni, gli sfortunatissimi, i gatti senza voce, i partigiani senza liberazione, tutti quelli,<br />
là, nascosti dietro l&#8217;angolo<br />
e, mi direte, ecco che gli spara, gli dà fuoco, li denunzia, li malmena<br />
no<br />
no<br />
la signora lascia la scopa, le pistole, si toglie la faccia rigata dallo sguardo<br />
si toglie il dispiacere e i bigodini, e le ciabatte dell&#8217;odio, chiuse dietro,<br />
e va con loro<br />
con i belli, gli illusi, gli intelligenti, i buoni, i belli, gli innamorati, altri buoni, altri innamorati, i vecchi ravveduti, gli illusi<br />
sempre<br />
a citofonare e scappare,<br />
citofonare e scappare,<br />
sempre,<br />
citofonare e scappare.</p>
<p><a href="http://www.decubito.org/le-tture/">***Ascolta la lettura di questa poesia nella pagina Le Tture***</a></p>
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		<title>Nel caffè della mattina</title>
		<link>http://www.decubito.org/2021/09/nel-caffe-della-mattina/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2021 19:15:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amara società]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel caffè della mattina, sul desktop della realtà, danza un universo capovolto, l&#8217;icona del cestino nella scollatura della barista mi ricorda che puoi cancellare tutto, recuperare tutto, ogni volta a meno che non superi i 50Mb Sorseggio, e mi perdo in un labirinto di vedrai, di farai e il nero è luminoso come un sole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel caffè della mattina, sul desktop della realtà,<br />
danza un universo capovolto,</p>
<p>l&#8217;icona del cestino nella scollatura della barista<br />
mi ricorda che puoi cancellare tutto, recuperare tutto, ogni volta<br />
a meno che<br />
non superi i 50Mb</p>
<p>Sorseggio, e mi perdo in un labirinto di vedrai, di farai<br />
e il nero è luminoso come un sole del mattino,<br />
dolce come il suono di un silenzio cantato,<br />
forte come il battito di un cuore ballerino</p>
<p>facente la punta al cazzo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E voi credenti</title>
		<link>http://www.decubito.org/2020/12/e-voi-credenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2020 15:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[E voi, credenti, impregnati di roboanti precetti dottrinali, fomentati da un pomposissimo impianto teologico, credereste ancora in Dio se invece di chiamarsi Dio si chiamasse &#8211; che so - Gianluca?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">E voi, credenti,</div>
<div dir="auto">impregnati di roboanti precetti dottrinali,</div>
<div dir="auto">fomentati da un pomposissimo impianto teologico,</div>
<div dir="auto">credereste ancora in Dio</div>
<div dir="auto">se invece di chiamarsi Dio</div>
<div dir="auto">si chiamasse &#8211; che so -</div>
<div dir="auto">Gianluca?</div>
]]></content:encoded>
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		<title>La cosa più triste del mondo</title>
		<link>http://www.decubito.org/2015/10/la-cosa-piu-triste-del-mondo/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 20:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[Ma la cosa più triste del mondo sono i matti che invecchiano e che a un certo punto diventano più vecchi che matti. &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ma la cosa più triste del mondo<br />
sono i matti che invecchiano<br />
e che<br />
a un certo punto<br />
diventano più vecchi<br />
che matti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutto il resto è noia</title>
		<link>http://www.decubito.org/2015/08/tutto-il-resto-e-noia/</link>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 10:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto il resto è noia sì lo so che non hai detto gioia ma d&#8217;altra parte perché avresti dovuto dire gioia? Non è facile sbagliarsi tra noia e gioia gioia ha anche una lettera in più cioè, per darti un&#8217;idea, è peggio che confondere cazzi e mazzi, che è già difficile o cuore e amore, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto il resto è noia<br />
sì lo so che non hai detto gioia<br />
ma d&#8217;altra parte<br />
perché avresti dovuto dire gioia?<br />
Non è facile sbagliarsi tra noia e gioia<br />
gioia ha anche una lettera in più<br />
cioè, per darti un&#8217;idea, è peggio che confondere cazzi e mazzi, che è già difficile<br />
o cuore e amore, o amore e fetore, fetore e motore, motore e colore, colore e pianola Bontempi, motore e sugo di carne, colore e merda e vaffanculo, o l&#8217;insieme di tutto questo</p>
<p>tutto il resto è vaffanculo, non ho detto amore<br />
già<br />
puoi fare il fenomeno quanto ti pare</p>
<p>tanto lo so che non hai detto vaffanculo.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E una mela</title>
		<link>http://www.decubito.org/2014/12/e-una-mela/</link>
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		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 13:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Tempo e storia e geografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Senti, già che sei in piedi, non è che mi prenderesti un coltello, l&#8217;estate del 1991 e una mela?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Senti,<br />
già che sei in piedi,<br />
non è che mi prenderesti<br />
un coltello,<br />
l&#8217;estate del 1991<br />
e una mela?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Teorema</title>
		<link>http://www.decubito.org/2013/07/teorema/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 08:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta prende la calcolatrice regalata dal governo, quella azzurrina, e calcola occhi per occhi per tre e quattordici Io però penso a questi addendi, questi addendi che si scambiano di posto, girano, ci provano ancora, e niente, non cambia. Questi addendi pieni di speranza, con gli occhi lucidi che ci provano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta prende la calcolatrice regalata dal governo, quella azzurrina, e calcola occhi per occhi per tre e quattordici</p></blockquote>
<p>Io però penso a questi addendi,<br />
questi addendi che si scambiano di posto, girano,<br />
ci provano ancora,<br />
e niente,<br />
non cambia.</p>
<p>Questi addendi pieni di speranza, con gli occhi lucidi<br />
che ci provano sempre,<br />
e niente,<br />
il risultato porca troia<br />
non cambia.</p>
<p>E io<br />
ogni mattina<br />
esco di casa<br />
cammino e mi guardo i piedi<br />
i piedi mi guardano, niente<br />
io li guardo e spero che un giorno mi dicano<br />
tranquillo, ci abbiam pensato noi<br />
abbiamo parlato coi cateti<br />
è tutto apposto<br />
l&#8217;area del quadrato<br />
quello costruito sull&#8217;ipotenusa, ti ricordi?<br />
quell&#8217;area lì<br />
è equivalente alla somma delle aree dei quadrati<br />
costruiti su di loro</p>
<p>ma va bene<br />
a loro sta bene così<br />
tranquillo</p>
<p>e invece no<br />
io la mattina esco, cammino e mi guardo i piedi<br />
e non parlano<br />
e l&#8217;ipotenusa non so come sta<br />
cosa pensa<br />
e i cateti, se sono felici<br />
se mi odiano, se mi pensano, cosa ne sarà di noi,<br />
e i quarantaquattrogatti col resto di due, gesu cristo, ognuno col resto di due<br />
un gatto non ce la fa a portarsi dietro il resto di due<br />
è un gatto, non una diligenza<br />
e allora mi scansa, pure il gatto, col resto di due</p>
<p><em>non è possibile &#8211; nemmeno in linea di principio &#8211; realizzare una macchina termica il cui rendimento sia pari al 100%</em><br />
e nemmeno un gatto, o la felicità di un corpo in movimento<em><br />
</em><br />
e cammino<br />
per far vedere che cammino, come una bisettrice che tanto<br />
dove vuoi che vada?<br />
con l&#8217;area del quadrato sulle spalle<br />
di quel quadrato tirato su<br />
a fango, sabbia  e a tempo consumato</p>
<p>sul piano dei miei occhi<br />
che sono pari<br />
al peso<br />
del liquido<br />
versato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ho paura del buio ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini</title>
		<link>http://www.decubito.org/2013/05/ho-paura-del-buio-ma-daltra-parte-leopardi-aveva-paura-dei-sottomarini/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 14:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[buio]]></category>
		<category><![CDATA[fobie]]></category>
		<category><![CDATA[Istria]]></category>
		<category><![CDATA[Leopardi]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarini]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si rifugia nel misterioso nero del suo di là A parte questo non ho paura di niente l&#8217;uomo nero, no la morte, no la peste medievale, no i ragni, anche pelosi, no il buio, sì ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini. Della solitudine, no anzi della solitudine ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nella quale il poeta si rifugia nel misterioso nero del suo di là</em></p></blockquote>
<p>A parte questo<br />
non ho paura di niente<br />
l&#8217;uomo nero, no<br />
la morte, no<br />
la peste medievale, no<br />
i ragni, anche pelosi, no</p>
<p>il buio, sì<br />
ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini.</p>
<p>Della solitudine, no<br />
anzi della solitudine ho il contrario di paura<br />
qual è il contrario di paura?<br />
Coraggio? Audacia?<br />
Ho coraggio della solitudine<br />
ho l&#8217;audacia della solitudine<br />
e la tranquillità dell&#8217;uomo nero<br />
ma del buio no<br />
nemmeno se sono solo, al buio</p>
<p>perché nel buio le librerie confinano con l&#8217;ignoto<br />
i grandi non hanno paura del buio perché sono pazzi,<br />
quelle stesse librerie che normalmente confinano con l&#8217;armadio<br />
ecco, al buio confinano con i lupi siberiani, con l&#8217;adolescenza e i cani, con le seppie e piselli<br />
ma, soprattutto, col buio</p>
<p>l&#8217;infelicità del piede che sbatte<br />
sta tutta nella delusione<br />
pochissimo nell&#8217;alluce</p>
<p>le cose che succedono al buio nessuno le sa<br />
la mamma, nemmeno la mamma, le sa<br />
figuriamoci il dio degli eserciti<br />
le librerie forse sì, ma come cazzo ci parli con le librerie?<br />
Le librerie non hanno paura del buio perché sono pazze.</p>
<p>Vorrei confinare con un armadio<br />
o un mare Adriatico<br />
vorrei essere come la Slovenia, per una volta<br />
e avere un profilo geografico certo<br />
un altrove declinante a sud ovest<br />
una forma accettabile<br />
conosciuta, senza alluci sporgenti né progetti confusi<br />
che se spegni la luce confini lo stesso<br />
col domani Adriatico, il male Tirreno, il dopo stampato<br />
sul mappamondo<br />
la morte fissata tra Pula e Rovigno<br />
avrei il coraggio di Pula e Rovigno, e dell&#8217;Istria tutta<br />
ma non è così,</p>
<p>non è così<br />
chiudi gli occhi e c&#8217;è il buio<br />
ti ci metti le mani davanti e c&#8217;è il buio<br />
pensi e c&#8217;è il buio<br />
mangi le seppie e c&#8217;è il buio<br />
gli alluci sono già pronti a partire per guerre tremende<br />
il mondo finisce<br />
uccidetemi adesso<br />
appena finita questa poesia<br />
sparatemi, davvero<br />
sparatemi a morte<br />
non ho mica paura<br />
e nemmeno dei ragni, dei grilli, dei lupi,<br />
ma di tutto quello spazio tra La Spezia e Piacenza, senza autostrade, senza i pallini delle città,<br />
di quell&#8217;ignoto incresparsi orografico che mi resta da vivere<br />
del buio, angoscia geografica, sì</p>
<p>io ho paura di dove confino, di dove finisco<br />
di non parlare la vostra lingua<br />
del buio<br />
ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Caro Gesù</title>
		<link>http://www.decubito.org/2012/12/caro-gesu/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 10:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta trova un&#8217;alternativa pedoletteraria a babbo natale per inoltrare rimostranze circa questa merda che c&#8217;è Caro Gesù non ti chiedo mai niente non ti chiedo niente nemmeno questa volta tanto esisti abbastanza poco volevo solo dirti una cosa, vedi le lucine di Natale? Sembrano occhi che si aprono e si chiudono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta trova un&#8217;alternativa pedoletteraria a babbo natale per inoltrare rimostranze circa questa merda che c&#8217;è</p></blockquote>
<p>Caro Gesù<br />
non ti chiedo mai niente<br />
non ti chiedo niente nemmeno questa volta<br />
tanto esisti abbastanza poco<br />
volevo solo dirti una cosa,</p>
<p>vedi le lucine di Natale? Sembrano occhi<br />
che si aprono e si chiudono<br />
e questa, checché tu ne dica, non è una cosa bella<br />
è una cosa triste<br />
io li avrei lasciati sempre aperti<br />
per il mio compleanno<br />
e poi vedi il bambinello steso nella mangiatoia? Sembra piccolo, ma<br />
lo sai tu e lo so io,<br />
verso aprile è già un signore di mezza età<br />
morto di quasi primavera,</p>
<p>e poi vedi che disastro? Lo vedi che disastro? Tu non sei nato a luglio<br />
se fossi nato a luglio<br />
ora che è dicembre<br />
avresti meno voglia di salvare i pianeti<br />
tristi come il mio</p>
<p>Caro Gesù,<br />
son trent&#8217;anni che è finito il Natale</p>
<p>le lucine e i bambinelli<br />
intermittenti</p>
<p>avrebbero anche rotto<br />
i coglioni.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;infezione</title>
		<link>http://www.decubito.org/2012/09/infezione/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 10:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.decubito.org/?p=128800796</guid>
		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta allestisce una mostra personale di scatti su carne inaugurando il movimento suppurealistico della piovart Guarda, nelle pareti della mia gola ho attaccato duecentosedici foto e relative cornici il grosso problema è stato trovare i chiodi da gola ho chiesto al rivenditore che aveva trattato l&#8217;affare crocifissione per il cliente Figlio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nella quale il poeta allestisce una mostra personale di scatti su carne inaugurando il movimento suppurealistico della piovart</em></p></blockquote>
<p>Guarda,<br />
nelle pareti della mia gola<br />
ho attaccato duecentosedici foto<br />
e relative cornici<br />
il grosso problema è stato trovare i chiodi da gola<br />
ho chiesto al rivenditore che aveva trattato l&#8217;affare<br />
crocifissione<br />
per il cliente Figlio di Dio</p>
<p>son piccoli chiodi che entrano lacerando<br />
e che formano dei buchi<br />
dai quali è bello veder piovere<br />
cose mangiate,</p>
<p>sono piccoli chiodi che infettano e lasciano crosticine purulente<br />
giallicce<br />
che è molto bello veder infettare,</p>
<p>ogni foto nella parete della mia gola<br />
è un&#8217;infezione<br />
ogni buco è una pioggia<br />
guarda pure,<br />
la gola è fatta a cannocchiale<br />
è chiaramente fatta per guardare<br />
ricorda<br />
la gola è fatta per far passare, transitare, circolare<br />
non c&#8217;è niente da guardare,</p>
<p>spacca tutto, cancella, devasta<br />
la gola è fatta per mischiare,</p>
<p>dal rivenditore che aveva trattato l&#8217;affare crocifissione<br />
fatti dare un bastone,<br />
ma vedi di fare un lavoro pulito<br />
impara<br />
come fanno i ricordi<br />
l&#8217;esercizio della pioggia e dell&#8217;infezione.</p>
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