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	<title>Poesie da decubito &#187; Filosofie da asporto</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Tleng</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 19:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta spara a Juri, in giù, per vedere che fa Se getti un sasso in un pozzo per qualche motivo, non che debba farlo ma se ti trovi lì con una pietra e la getti in un pozzo per un po&#8217; non succede niente poi fa toc se non c&#8217;è acqua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta spara a Juri, in giù, per vedere che fa</p></blockquote>
<p>Se getti un sasso<br />
in un pozzo<br />
per qualche motivo, non che debba farlo<br />
ma se ti trovi lì<br />
con una pietra<br />
e la getti in un pozzo</p>
<p>per un po&#8217; non succede niente<br />
poi fa toc<br />
se non c&#8217;è acqua</p>
<p>splof<br />
se c&#8217;è acqua</p>
<p>tleng<br />
se c&#8217;è della roba di metallo</p>
<p>e tu<br />
che senza alcun motivo,<br />
in quel sopra di silenzio doloso,<br />
non aspettavi altro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mucche</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/12/mucche/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 20:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta scafandra le pareti del cervello per ottenerne una grappa di cose Imparo la malinconia muta delle mucche e degli altri animali da sugo. Succhio la vita ma stai zitto imbecille la vita non si succhia non è né un calippo né quel peggio nonenné quel porco che avete in mente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta scafandra le pareti del cervello per ottenerne una grappa di cose</p></blockquote>
<p>Imparo la malinconia muta<br />
delle mucche<br />
e degli altri animali<br />
da sugo.</p>
<p>Succhio la vita<br />
ma stai zitto imbecille<br />
la vita non si succhia<br />
non è né un calippo<br />
né quel peggio<br />
nonenné<br />
quel porco che avete in mente<br />
la subisco invece<br />
la subo<br />
sudo la vita residua<br />
come un metalmeccanico al secondomila turno<br />
quando la moglie torna<br />
e non ha mica un amore eterno<br />
no<br />
ha una cosa tipo<br />
tassotti<br />
ma eterno<br />
il bene stupido<br />
che torna la sera e si presenta<br />
per bene, stupido</p>
<p>me la merito la malinconia?<br />
dove si pagano le tasse del bene assolto?<br />
il mai, come si costruisce<br />
un mai buono?</p>
<p>Imparo la malinconia,<br />
suca,<br />
le mucche<br />
e gli altri animali<br />
da muto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quattordici volumi</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/09/quattordici-volumi/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 20:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.decubito.org/?p=128800648</guid>
		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta tratta con agenti di commercio monomandatari al fine di ottenere sostanziosi sconti di pena No no no no no no no no no no no? No no non lo colgo l&#8217;attimo solo tempi complessivi quinquenni e le piccole cose, per l&#8217;amor della madonna, no solo cose gigantesche, megatroni di bellezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta tratta con agenti di commercio monomandatari al fine di ottenere sostanziosi sconti di pena</p></blockquote>
<p>No no no no no no<br />
no no no no<br />
no?<br />
No<br />
no non lo colgo l&#8217;attimo</p>
<p>solo tempi complessivi<br />
quinquenni<br />
e le piccole cose, per l&#8217;amor della madonna, no<br />
solo cose gigantesche, megatroni di bellezza narrativa</p>
<p>non il sorriso di un bambino<br />
ma settemilanovecentosedici<br />
settemilanovecentosedici di numero<br />
non uno di meno<br />
con delle casacchine uniformi neroblù e un numero progressivo sulla schiena<br />
ciascuno sorridente di burocratica serenità<br />
e se<br />
bada bene, se<br />
dei settemilanovecentosedici bambini sorridenti<br />
uno solo dovesse accennare ad un velato sguardo di tristezza esistenziale<br />
via<br />
basta<br />
si rifa&#8217; tutto, da capo<br />
caricate i bambini sui furgoni e portateli via</p>
<p>e un fiore giallino che sboccia nel prato<br />
no<br />
l&#8217;Asia minore almeno, fiorita a cose colorate<br />
e un motore di ricerca<br />
per cercare ogni petalo per data, per nome, per colore,<br />
per motivo e ragion sufficiente,<br />
oppure meglio il deserto eterno<br />
del triste qualsiasi e naturale</p>
<p>ogni attimo presente, la bellezza in ogni infinitesimo splendore<br />
nononò<br />
anzi<br />
se ripassa il rappresentante mandatario delle piccole scintille di bellezza<br />
gli sparo le cervella<br />
col fucile da caccia a pallettoni per cinghiali</p>
<p>e se torna ancora,<br />
ditegli che gli apro<br />
ma deve venire presto, prestissimo, una domenica mattina, alle sette, sette e un quarto<br />
e solo se mi porta,<br />
magari nel retro di un furgone per traslochi<br />
insieme ai fiorellini e ai lucci argentati,<br />
un&#8217;enciclopedia illustrata in quattordici volumi<br />
col dettaglio sistematico<br />
della mia felicità.</p>
<p><a href="http://www.macchianera.net/2011/09/02/mba-macchianera-blog-awards-2011-2-le-nomination/" target="_blank"><img title="Macchianera Blog Awards 2011 - Nomination" src="http://www.macchianera.net/wp-content/uploads/2011/09/ico-mbanominee2011.png" alt="" width="96" height="33" /></a></p>
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		<title>Nessuno ha mai scritto una cazzo di poesia western</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/07/nessuno-ha-mai-scritto-una-cazzo-di-poesia-western/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2011/07/nessuno-ha-mai-scritto-una-cazzo-di-poesia-western/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 15:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[armi rubate]]></category>
		<category><![CDATA[diligenze]]></category>
		<category><![CDATA[indiani pippe]]></category>
		<category><![CDATA[western]]></category>
		<category><![CDATA[wilcox]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta, stanco del cinema muto, affronta il delicato problema dell&#8217;estinzione La diligenza corre come un sasso, uno stormo di cavalli intenti nitrisce verso Brownwood la banda di Wilcox ha nascosto le casse di armi in quella vecchia miniera abbandonata prima che il sole torni alto saranno polvere e vite mozzate, cavalli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta, stanco del cinema muto, affronta il delicato problema dell&#8217;estinzione</p></blockquote>
<p>La diligenza corre come un sasso,<br />
uno stormo di cavalli intenti<br />
nitrisce verso Brownwood<br />
la banda di Wilcox ha nascosto le casse di armi<br />
in quella vecchia miniera abbandonata</p>
<p>prima che il sole torni alto<br />
saranno polvere e vite mozzate, cavalli impazziti<br />
dollari<br />
dollari impolverati, whisky, una montagna di dollari<br />
per quel senz&#8217;anima di Wilcox.</p>
<p>Prima che il sole torni alto.</p>
<p>Ma dopo,<br />
una moltitudine di indiani non protagonisti<br />
la sera<br />
si tolgono la penna e la ripongono in un fazzoletto<br />
gli sceriffi si lavano i denti<br />
tu mi dici mai più, in un&#8217;altra scena</p>
<p>quel bastardo di Wilcox si guarda allo specchio<br />
e capisce, in un luccichìo del suo dente d&#8217;oro,<br />
che mai più<br />
lo puoi dire se,<br />
solo se, quando gli indiani sono diventati delle pippe,<br />
tu c&#8217;eri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Teorema</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 08:06:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta prende la calcolatrice regalata dal governo, quella azzurrina, e calcola occhi per occhi per tre e quattordici Io però penso a questi addendi, questi addendi che si scambiano di posto, girano, ci provano ancora, e niente, non cambia. Questi addendi pieni di speranza, con gli occhi lucidi che ci provano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta prende la calcolatrice regalata dal governo, quella azzurrina, e calcola occhi per occhi per tre e quattordici</p></blockquote>
<p>Io però penso a questi addendi,<br />
questi addendi che si scambiano di posto, girano,<br />
ci provano ancora,<br />
e niente,<br />
non cambia.</p>
<p>Questi addendi pieni di speranza, con gli occhi lucidi<br />
che ci provano sempre,<br />
e niente,<br />
il risultato diocane<br />
non cambia.</p>
<p>E io<br />
ogni mattina<br />
esco di casa<br />
cammino e mi guardo i piedi<br />
i piedi mi guardano, niente<br />
io li guardo e spero che un giorno mi dicano<br />
tranquillo, ci abbiam pensato noi<br />
abbiamo parlato coi cateti<br />
è tutto apposto<br />
l&#8217;area del quadrato<br />
quello costruito sull&#8217;ipotenusa, ti ricordi?<br />
quell&#8217;area lì<br />
è equivalente alla somma delle aree dei quadrati<br />
costruiti su di loro</p>
<p>ma va bene<br />
a loro sta bene così<br />
tranquillo</p>
<p>e invece no<br />
io la mattina esco, cammino e mi guardo i piedi<br />
e non parlano<br />
e l&#8217;ipotenusa non so come sta<br />
cosa pensa<br />
e i cateti, se sono felici<br />
se mi odiano, se mi pensano, cosa ne sarà di noi,<br />
e i quarantaquattrogatti col resto di tre, gesu cristo, ognuno col resto di tre<br />
un gatto non ce la fa a portarsi dietro il resto di tre<br />
è un gatto, non una diligenza<br />
e allora mi scansa, pure il gatto, col resto di tre</p>
<p><em>non è possibile &#8211; nemmeno in linea di principio &#8211; realizzare una macchina termica il cui rendimento sia pari al 100%</em><br />
e nemmeno un gatto, o la felicità di un corpo in movimento<em><br />
</em><br />
e cammino<br />
per far vedere che cammino, come una bisettrice che tanto<br />
dove vuoi che vada?<br />
con l&#8217;area del quadrato sulle spalle<br />
di quel quadrato tirato su<br />
a fango, sabbia  e a tempo consumato</p>
<p>sul piano dei miei occhi<br />
che sono pari<br />
al peso<br />
del liquido<br />
sputato.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>La puzza di cipolla</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/01/la-puzza-di-cipolla/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 17:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[cipole]]></category>
		<category><![CDATA[pastori erranti dell'asia stupidi]]></category>
		<category><![CDATA[tristezze]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta bestemmia la verdura La puzza di cipolla è eterna non si toglie mai se apri la tomba di abramo e vai a sentire, tranquillo che ancora puzza di cipolla la puzza di cipolla se ti lavi le mani puzza di più di una puzza chimica e floreale di cacchina dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nella quale il poeta bestemmia la verdura</em></p></blockquote>
<p>La puzza di cipolla è eterna<br />
non si toglie mai</p>
<p>se apri la tomba di abramo e vai a sentire, tranquillo che ancora puzza di cipolla</p>
<p>la puzza di cipolla se ti lavi le mani<br />
puzza di più<br />
di una puzza chimica e floreale<br />
di cacchina dei bambini<br />
che dici che non puzza, ma puzza<br />
dici non puzza, ma puzza<span id="more-128800391"></span></p>
<p>chi ha messo il colore alle rose?<br />
chi la luce alle stelle?<br />
chi ha messo la puzza alle cipolle e alle cacche non secche dei cani?</p>
<p>smettila stupido pastore errante dell&#8217;asia, lo so che sei tu</p>
<p>quando ti viene la tristezza<br />
la tristezza che allappa a cipolla<br />
non lavartela col sapone per i piatti<br />
sputaci sopra, non sfregarti nemmeno le mani,<br />
metti un nastro adesivo sulla bocca dello stomaco e uno su quella del naso<br />
fissa cattivo le cose<br />
e chiuditi in casa,</p>
<p>vediamo chi vince.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il verde è un colore di merda</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/08/il-verde-e-un-colore-di-merda/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[cose terribili]]></category>
		<category><![CDATA[erba]]></category>
		<category><![CDATA[lividi]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta fa del bullismo nei confronti di un colore colpevole di cose che fatima in confronto è una notizia del tiggitré Il verde è un colore di merda. A qualcuno piace il verde, si sbagliano tutti, quelli a cui piace il verde. Primo, perché se ti rotoli coi pantaloni nell&#8217;erba medica, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta fa del bullismo nei confronti di un colore colpevole di cose che fatima in confronto è una notizia del tiggitré</p></blockquote>
<p>Il verde è un colore di merda.</p>
<p>A qualcuno piace il verde,<br />
si sbagliano tutti, quelli a cui piace il verde.</p>
<p>Primo, perché se ti rotoli coi pantaloni nell&#8217;erba medica,<br />
il verde ti rimane a vita.</p>
<p>Il secondo motivo non ve lo dirò mai,<br />
ma c&#8217;entra col fatto di rimanere  a vita.</p>
<p>E c&#8217;entra col fatto di rotolarsi<br />
il secondo motivo c&#8217;entra coi pantaloni e con l&#8217;erba, ma  non è una scampagnata, non è una cosa bella<br />
non sono occhi verdi, né prati al sole</p>
<p>il verde non è nemmeno un colore,<br />
è una catastrofe di cose accatastate, di foglie che travestono un albero, di erba sopra alla terra,<br />
il vomito è quasi verde</p>
<p>i ricordi pure<br />
macchiati di verde all&#8217;altezza delle cosce, i lividi di due giorni.</p>
<p>Il verde è un colore di merda per due motivi,<br />
il secondo motivo non ve lo dirò mai.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>E così tu sei quella</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/07/e-cosi-tu-sei-quella/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 19:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[cose che ottundono]]></category>
		<category><![CDATA[diti]]></category>
		<category><![CDATA[fatti miei]]></category>
		<category><![CDATA[realtditià]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta propone un&#8217;alternativa allo stato percepito delle cose. Ma la mozione non passa. Ah tu sei quella quella che mi riempie le scarpe di terra quando piove e sono nei boschi a piantare tartufi per far credere ai cani che quelli nascono da sé, come le mucche ah, tu sei quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta propone un&#8217;alternativa allo stato percepito delle cose. Ma la mozione non passa.</p>
<p>Ah tu sei quella<br />
quella che mi riempie le scarpe di terra quando piove<br />
e sono nei boschi<br />
a piantare tartufi<br />
per far credere ai cani<br />
che quelli nascono da sé, come le mucche</p>
<p>ah, tu sei quella<br />
quella che mi soffia sul collo<br />
quando sono nel letto e faccio le cose<br />
e mi sbatte sul muro il tallone<br />
e mi urla il vicino<br />
e mi tocca riprendere il segno col dito</p>
<p>ah, ma tu sei quella<br />
quella che mi fa gli sgambetti<br />
se vado per strada<br />
e pensofìtto, serrato<br />
ai fatti miei<br />
e mi disegna la gente di fronte che ottunde</p>
<p>ah tu sei quella,<br />
triste realtà di coglioni e di fàte,</p>
<p>l&#8217;appiccicume degli occhi alle otto e ventuno, il pensiero minore, la salvezza di cristo<br />
la colla delle lumàche.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cose sui marciapiedi</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/05/cose-sui-marciapiedi/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/05/cose-sui-marciapiedi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 07:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[chinotto]]></category>
		<category><![CDATA[marciapiedi]]></category>
		<category><![CDATA[quel senso vago di abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[senza navigatore]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta disegna ghirigori di strade sbagliate insieme ai suoi amici rifiuti. Mi son perso nella strada perché io mi perdo se uno non mi dice dove andare mi son perso e ho camminato per un po&#8217; fino a che m&#8217;han fatto male i piedi allora mi sono fermato mi sono tolto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta disegna ghirigori di strade sbagliate insieme ai suoi amici rifiuti.</p></blockquote>
<p>Mi son perso nella strada<br />
perché io mi perdo<br />
se uno non mi dice dove andare<br />
mi son perso</p>
<p>e ho camminato per un po&#8217;<br />
fino a che m&#8217;han fatto male i piedi<br />
allora mi sono fermato<br />
mi sono tolto i vestiti<br />
i vestiti se ti sei perso che ci fai<br />
mi son tolto pure i piedi<br />
tanto se ti sei perso<br />
vai da una parte o stai fermo è uguale<br />
mi son piantato per terra, come un albero<br />
un palo della luce</p>
<p>e insomma</p>
<p>mi son tolto anche gli occhi<br />
tanto i posti e i palazzi erano tutti uguali e io che ne so che roba è &#8211; ho pensato<br />
la gente allora mi guardava e chiamava le ambulanze i pompieri<br />
e più mi toglievo le cose<br />
più si sbigottiva</p>
<p>e a un certo punto c&#8217;era una folla, ma poi è andata via pure quella<br />
e io senza niente, solo qualche osso, un muscolo e un po&#8217; di peli<br />
perso del tutto, accartocciato a mucchietto sul marciapiede<br />
vicino a me c&#8217;era una cacca di cane<br />
le ho detto &#8211; ti sei persa pure tu?<br />
e vicino a lei una lattina di chinotto tutta rotta<br />
e vicino ancora uno scontrino della coop</p>
<p>poi sei passata tu<br />
hai preso una sedia e ti sei messa lì<br />
mi leggevi le definizioni delle parole crociate, e io stavo zitto<br />
e con me la cacca di cane e la lattina di chinotto e lo scontrino della coop<br />
la sera poi sei andata via<br />
e noi siamo rimasti lì, persi col buio<br />
ad aspettare,<br />
con l&#8217;ottimismo delle cose sui marciapiedi,</p>
<p>di essere ritrovati.</p>
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		<title>Catalogo ragionato delle vite non mie</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amara società]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo]]></category>
		<category><![CDATA[luna manimmano]]></category>
		<category><![CDATA[marinaio]]></category>
		<category><![CDATA[non]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue esercizi di biblioteconomia acrobatica basandosi sul prinicipio malinconico del meno per meno più Il marinaio fatto mai o il fornaio e quello che spinge le mietitrebbia il lattaio non ho mai nemmeno fatto il falegname e non ho avuto mogli figli nuore marimài quel giorno del 1971 a Piacenza, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue esercizi di biblioteconomia acrobatica basandosi sul prinicipio malinconico del meno per meno più</p></blockquote>
<p>Il marinaio fatto mai<br />
o il fornaio<br />
e quello che spinge le mietitrebbia<br />
il lattaio<br />
non ho mai nemmeno fatto il falegname<br />
e non ho avuto mogli figli nuore marimài<br />
quel giorno del 1971 a Piacenza, con la busta in mano, un impermeabile marrone, lo sguardo torvo, la piccola Luna manimmano<br />
no, non ero io<br />
perché a Piacenza<br />
stato mai<br />
poi Kennedy no, Aldo Moro no, nemmeno Giulio Cesare<br />
mai uccisi, mai<br />
non ho sposato un tale di nome Aldo<br />
non ho avuto un giardino con delle gardenie<br />
e nemmeno un tubo di scarico fastidiosissimo sul balcone della camera da letto<br />
mai avuto balconi in camera da letto<br />
Ho avuto un orto, ma  mai un orto di nome Aldo, o Moro<br />
poi Kennedy no, Aldo Moro no, nemmeno Giulio Cesare<br />
come nomi di orti.</p>
<p>Quello con la barba rossa non ero io, quella volta all&#8217;eurospin, seduto sulla schiena<br />
Gianni, Francesco, Gianluca, Aldo, no, mai<br />
poi Kennedy no, Aldo Moro no, nemmeno Giulio Cesare<br />
e nemmeno quello che un giorno<br />
mentre tu guardavi e basta<br />
con un meno appassito dinnanzi a una parente<br />
sì tonda<br />
non ha aspettato<br />
non ha usato gli occhi a vapore che non usa mai<br />
non t&#8217;ha detto che non<br />
mai.</p>
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