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	<title>Poesie da decubito &#187; Il naturale inganno</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>C&#8217;è un cane, c&#8217;è un uomo</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 19:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta piscia il cane, piscia un po&#8217; tutto C&#8217;è un cane c&#8217;è un uomo c&#8217;è un sole esplosivo c&#8217;è tanto chiarore che quasi si muore il cane si muove nervoso sull&#8217;uomo gli sbava col muso sul piede l&#8217;uomo si accascia gli tocca la testa il sole si stacca dal piano perfetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta piscia il cane, piscia un po&#8217; tutto</p></blockquote>
<p>C&#8217;è un cane<br />
c&#8217;è un uomo<br />
c&#8217;è un sole esplosivo<br />
c&#8217;è tanto chiarore che quasi si muore</p>
<p>il cane si muove<br />
nervoso<br />
sull&#8217;uomo<br />
gli sbava col muso<br />
sul piede</p>
<p>l&#8217;uomo si accascia<br />
gli tocca la testa<br />
il sole si stacca dal piano perfetto<br />
dell&#8217;orizzonte<br />
e si imprime sugli occhi del cane<br />
che abbaia</p>
<p>l&#8217;uomo<br />
si svita la testa e la getta per terra<br />
il cane l&#8217;annusa, ci gioca, la lecca<br />
l&#8217;uomo si specchia sul bianco del sole<br />
nel buco del collo col sangue lucente</p>
<p>il cane riflette<br />
sul senso degli occhi<br />
che guardano fissi<br />
come se solo coi raggi riflessi<br />
potessero avere due tacche residue<br />
di batteria.</p>
<p>La follia della testa attaccata sul collo<br />
si nota perfetta alla fine del giorno<br />
quando negli occhi riflette soltanto<br />
la luce apparente del bar dei cinesi</p>
<p>appesi alla testa<br />
due occhi sfibrati ripieni di niente<br />
di liquido denso<br />
di luce rubata<br />
di immagini estorte alla vita mangiata<br />
di fretta</p>
<p>il cane si stanca<br />
ti butta la testa su un angolo scuro<br />
e riflette sul senso volgare e offensivo<br />
di un gioco, una palla, che lanci sul muro<br />
e non torna<br />
da sé.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Mazzancolle</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 21:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta va dal fabbro e si fa costruire un forchettone di ferro battuto, per farci, dice lui, una mangiatona di animalazzi polposi Non riesco a mangiare le cose con le mani vorrei prendere il cosciotto di bestia e sbranarlo avido di colante animale invece no devo mangiarlo con la forchetta e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta va dal fabbro e si fa costruire un forchettone di ferro battuto, per farci, dice lui, una mangiatona di animalazzi polposi</p></blockquote>
<p>Non riesco a mangiare le cose con le mani<br />
vorrei prendere il cosciotto di bestia e sbranarlo<br />
avido di colante animale<br />
invece no<br />
devo mangiarlo con la forchetta e il coltello<br />
a distanza</p>
<p>ho dovuto inventare una serie di procedure,<br />
tipo per aprire le mazzancolle<br />
le seziono dalla schiena e faccio perno col coltello<br />
se uno mi vede pensa questo è snob, schizzinoso<br />
no uno, non hai capito una fava</p>
<p>così come non riesco a camminare a piedi nudi sull&#8217;erba<br />
né a entrare nell&#8217;acqua se non vedo il fondo<br />
o a parlare, a bocca, agli esseri umani sconosciuti<br />
mi serve sempre uno strumento intermedio<br />
un&#8217;intercapedine, uno stato cuscinetto</p>
<p>e così<br />
quando ti tengo là<br />
a distanza<br />
e ti giro con la forchetta<br />
non è che non ho fame</p>
<p>è solo che sto cercando il punto esatto<br />
nella tua schiena<br />
per fare perno.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Le code</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/06/le-code/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jun 2011 22:21:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[code]]></category>
		<category><![CDATA[lucertole]]></category>
		<category><![CDATA[zombie]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta se ne va affanculo come certi lembi di certe bestie, naturali Cosa diranno i dinosauri di noi quando saremo lì e gli zombie cosa diranno gli alieni e le lucertole senza coda cosa diranno? I dinosauri ci rinfacceranno seicentomilioni di anni, in attesa gli zombie la morte le lucertole senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta se ne va affanculo come certi lembi di certe bestie, naturali</p></blockquote>
<p>Cosa diranno i dinosauri di noi<br />
quando saremo lì<br />
e gli zombie<br />
cosa diranno gli alieni<br />
e le lucertole senza coda<br />
cosa diranno?</p>
<p>I dinosauri<br />
ci rinfacceranno seicentomilioni di anni, in attesa<br />
gli zombie la morte<br />
le lucertole senza coda<br />
la coda</p>
<p>ci guarderanno coi loro occhi di apocalisse naturale<br />
le foreste appassiranno<br />
i mari scenderanno giù giù per il buco del mondo<br />
non diranno nulla<br />
i dinosauri, nulla<br />
raccoglieranno i loro anni estinti, coi loro quattro ricordi preistorici<br />
raccoglieranno, spinose, le code</p>
<p>e le lucertole, per questo, non sentiranno alcuna nostalgia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Così</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/05/cosi/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 16:56:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[corse a scapicollo]]></category>
		<category><![CDATA[così]]></category>
		<category><![CDATA[risa]]></category>
		<category><![CDATA[rupi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue autopsie d&#8217;amore su cadaveri tenuti benissimo Lui correva correva correva, di dietro, e lei correva correva correva, davanti, poi lei rideva rideva rideva, davanti, e lui moriva moriva moriva, di dietro. Poi lei si fermò, lui si fermò, lui morì, lei gli mise una mano sugli occhi, lui no, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue autopsie d&#8217;amore su cadaveri tenuti benissimo</p></blockquote>
<p>Lui<br />
correva correva correva, di dietro,<br />
e lei correva correva correva,<br />
davanti,</p>
<p>poi lei rideva rideva rideva, davanti,<br />
e lui moriva moriva moriva,<br />
di dietro.</p>
<p>Poi lei si fermò,<br />
lui si fermò,<br />
lui morì,<br />
lei gli mise una mano sugli occhi,</p>
<p>lui no, lui morì,</p>
<p>ma lei rise, lei rise:<br />
era bello,<br />
così.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Gesù</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/05/gesu/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2011/05/gesu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 May 2011 20:51:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[addii]]></category>
		<category><![CDATA[gesù]]></category>
		<category><![CDATA[peproncini]]></category>
		<category><![CDATA[verbi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta usa vocativi religiosi ridondanti Quando hai detto me ne vado chiudo il gas ci siamo fatti l&#8217;amore cattivo e tu dicevi gesù cristomadonna del monte carmelo budella nel sale peperoncini appesi a seccare a treccia le budella a salare ma ora basta un altro gesù poi basta quando mi hai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta usa vocativi religiosi ridondanti</p></blockquote>
<p>Quando hai detto<br />
me ne vado chiudo il gas</p>
<p>ci siamo fatti l&#8217;amore cattivo<br />
e tu dicevi gesù<br />
cristomadonna del monte carmelo<br />
budella nel sale<br />
peperoncini appesi a seccare<br />
a treccia<br />
le budella a salare</p>
<p>ma ora basta<br />
un altro gesù<br />
poi basta</p>
<p>quando mi hai detto uno degli ultimi gesù, ho pensato<br />
gesù dev&#8217;essere<br />
il passato remoto<br />
di qualcosa<br />
di grosso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La puzza di cipolla</title>
		<link>http://www.decubito.org/2011/01/la-puzza-di-cipolla/</link>
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		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 17:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[cipole]]></category>
		<category><![CDATA[pastori erranti dell'asia stupidi]]></category>
		<category><![CDATA[tristezze]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta bestemmia la verdura La puzza di cipolla è eterna non si toglie mai se apri la tomba di abramo e vai a sentire, tranquillo che ancora puzza di cipolla la puzza di cipolla se ti lavi le mani puzza di più di una puzza chimica e floreale di cacchina dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nella quale il poeta bestemmia la verdura</em></p></blockquote>
<p>La puzza di cipolla è eterna<br />
non si toglie mai</p>
<p>se apri la tomba di abramo e vai a sentire, tranquillo che ancora puzza di cipolla</p>
<p>la puzza di cipolla se ti lavi le mani<br />
puzza di più<br />
di una puzza chimica e floreale<br />
di cacchina dei bambini<br />
che dici che non puzza, ma puzza<br />
dici non puzza, ma puzza<span id="more-128800391"></span></p>
<p>chi ha messo il colore alle rose?<br />
chi la luce alle stelle?<br />
chi ha messo la puzza alle cipolle e alle cacche non secche dei cani?</p>
<p>smettila stupido pastore errante dell&#8217;asia, lo so che sei tu</p>
<p>quando ti viene la tristezza<br />
la tristezza che allappa a cipolla<br />
non lavartela col sapone per i piatti<br />
sputaci sopra, non sfregarti nemmeno le mani,<br />
metti un nastro adesivo sulla bocca dello stomaco e uno su quella del naso<br />
fissa cattivo le cose<br />
e chiuditi in casa,</p>
<p>vediamo chi vince.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I pesci a forma di pesce</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/11/i-pesci-a-forma-di-pesce/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Nov 2010 23:07:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[occhi pallati]]></category>
		<category><![CDATA[pesci]]></category>
		<category><![CDATA[spine]]></category>
		<category><![CDATA[tende a vela]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si reca in pescheria e si sdraia sul banco, nel ghiaccio sottile,  ad aspettare un coltello,  una bocca. Il pesce a forma di pesce non mi piace le trote, il merluzzo, lo squalo quello con testa pinna branchie no i gamberetti sì i totani le vongole i filetti di platessa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si reca in pescheria e si sdraia sul banco, nel ghiaccio sottile,  ad aspettare un coltello,  una bocca.</p></blockquote>
<p>Il pesce a forma di pesce<br />
non mi piace<br />
le trote, il merluzzo, lo squalo<br />
quello con testa pinna branchie<span id="more-128800380"></span><br />
no<br />
i gamberetti sì<br />
i totani<br />
le vongole<br />
i filetti di platessa, proprio al limite<br />
le cozze sì<br />
le cozze non c&#8217;entrano niente coi pesci<br />
non ho idea di cosa ci facciano nell&#8217;acqua</p>
<p>i pesci a forma di pesce<br />
non sanno di niente<br />
e hanno le spine<br />
le persone pure<br />
se mangi le persone<br />
devi star lì a scartare un casino di cose<br />
i pezzi inutili<br />
e la spina dorsale<br />
e le ossa<br />
e prima ancora la pelle<br />
e poi le unghie<br />
le budella<br />
un bordello di cose</p>
<p>i pesci a forma di pesce<br />
nuotano, girano, fanno i tuffi e gli affondi,<br />
si immaginano le cose,<br />
sognano, di sicuro<br />
si incazzano<br />
le vongole no<br />
stanno lì, al limite riflettono, ma serene<br />
non scappano, e cosa cazzo scappi che sei nel mare?<br />
e infatti poi sono buone, semplici<br />
le prendi, le apri, le mangi<br />
buone, semplici, saporite</p>
<p>ma i pesci a forma di pesce<br />
e le persone<br />
per mangiarle, per averle<br />
devi massacrarle, squartarle, entrarci dentro<br />
aprirle dalla schiena<br />
guardarle negli occhi, incrociarci lo sguardo<br />
strappare le trippe, gli organi sanguinanti<br />
un casino della madonna<br />
un massacro</p>
<p>e poi ci tiri fuori due fettine, un cuore secco, un po&#8217; di carne dissanguata, occhi fissi e sbiancati<br />
e le mangi pure, nello spettacolo di quello che hai smembrato, e butti via, e non ci hai mangiato niente</p>
<p>allora esci, vai a prendere una pizza<br />
guardi la luce della finestra, da sotto<br />
le tende gonfie come vele,<br />
il silenzio del mare profondo<br />
la fame di com&#8217;era la fame</p>
<p>e ti rigiri, e vaffanculo<br />
delle persone si butta via tutto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E così tu sei quella</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/07/e-cosi-tu-sei-quella/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 19:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[cose che ottundono]]></category>
		<category><![CDATA[diti]]></category>
		<category><![CDATA[fatti miei]]></category>
		<category><![CDATA[realtditià]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta propone un&#8217;alternativa allo stato percepito delle cose. Ma la mozione non passa. Ah tu sei quella quella che mi riempie le scarpe di terra quando piove e sono nei boschi a piantare tartufi per far credere ai cani che quelli nascono da sé, come le mucche ah, tu sei quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta propone un&#8217;alternativa allo stato percepito delle cose. Ma la mozione non passa.</p>
<p>Ah tu sei quella<br />
quella che mi riempie le scarpe di terra quando piove<br />
e sono nei boschi<br />
a piantare tartufi<br />
per far credere ai cani<br />
che quelli nascono da sé, come le mucche</p>
<p>ah, tu sei quella<br />
quella che mi soffia sul collo<br />
quando sono nel letto e faccio le cose<br />
e mi sbatte sul muro il tallone<br />
e mi urla il vicino<br />
e mi tocca riprendere il segno col dito</p>
<p>ah, ma tu sei quella<br />
quella che mi fa gli sgambetti<br />
se vado per strada<br />
e pensofìtto, serrato<br />
ai fatti miei<br />
e mi disegna la gente di fronte che ottunde</p>
<p>ah tu sei quella,<br />
triste realtà di coglioni e di fàte,</p>
<p>l&#8217;appiccicume degli occhi alle otto e ventuno, il pensiero minore, la salvezza di cristo<br />
la colla delle lumàche.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I vecchi rigati</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/03/i-vecchi-rigati/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/03/i-vecchi-rigati/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 17:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[pasta rigata]]></category>
		<category><![CDATA[righine della pelle]]></category>
		<category><![CDATA[rughe]]></category>
		<category><![CDATA[vecchi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si esercita in demografia e poi si deconcentra e si fa una pasta veloce I vecchi ti pare chissà cosa riflettano pregni di esperienza e vicissitù i vecchi sembra che se non li guardi ecco che ti sei perso l&#8217;aneddoto superiore e la morale d&#8217;iddio i vecchi in ciascuna ruga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si esercita in demografia e poi si deconcentra e si fa una pasta veloce</p></blockquote>
<p>I vecchi<br />
ti pare chissà cosa riflettano<br />
pregni di esperienza e vicissitù</p>
<p>i vecchi sembra che se non li guardi<br />
ecco che ti sei perso l&#8217;aneddoto superiore<br />
e la morale d&#8217;iddio</p>
<p>i vecchi in ciascuna ruga<br />
delle molte<br />
ci son passati mucchi di vita esistenziale</p>
<p>sofferenze, lutti, amori tragici, amori divertenti, guerre, scudetti del cagliari e della cavese<br />
vietnàm</p>
<p>ma io invece io lo so<br />
i vecchi son solo morti troppo giovani</p>
<p>e i vecchi<br />
se li fanno rigati<br />
solo per fargli meglio</p>
<p>trattenere il sugo.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Viviamo tempi disadorni</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/03/viviamo-tempi-disadorni/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/03/viviamo-tempi-disadorni/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[collanicine per ciechi]]></category>
		<category><![CDATA[ganzo]]></category>
		<category><![CDATA[propio]]></category>
		<category><![CDATA[tempi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino Viviamo tempi disadorni e mangiamo cibi poco cotti usiamo parole come propio e come ganzo non ci laviamo quasi mai perché siamo puliti come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino</p></blockquote>
<p>Viviamo tempi disadorni<br />
e mangiamo cibi poco cotti</p>
<p>usiamo parole come propio e come ganzo<br />
non ci laviamo quasi mai<br />
perché siamo puliti<br />
come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle signore anziane</p>
<p>ci sporcano soltanto i ladri e gli elettricisti<br />
e i truffatori che vendono collanine per i ciechi<br />
loro che i ciechi non li hanno visti mai<br />
e cazzo, viceversa</p>
<p>ci compriamo tonnellate di camicie<br />
come se un giorno dovesse tornare aprile<br />
e invece sappiamo bene<br />
che aprile, spontaneamente, non sarebbe tornato mai</p>
<p>esattamente come</p>
<p>i citofoni, le persone che perderemo<br />
e le calcolatrici scientifiche.</p>
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