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	<title>Poesie da decubito</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Martina</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2013 09:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ospiti e trobadori]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa non è una poesia, è una nota a una poesia vera, una delle più belle di Guido Catalano, Grazie Martina che mi (qui il testo). E&#8217; un omaggio quindi, un grazie, un dopo,  che è venuto su da un&#8217;idea di quest&#8217;omino qui, che ha sempre delle idee in testa. Qui tutto il carteggio. Prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Questa non è una poesia, è una nota a una poesia vera, una delle più belle di Guido Catalano, <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Si7ZFr1bm00">Grazie Martina che mi</a></strong> (<a href="http://www.guidocatalano.it/?p=765">qui il testo</a>). E&#8217; un omaggio quindi, un grazie, un dopo,  che è venuto su da un&#8217;idea di <strong><a href="http://www.miomarito.it/marcomanicardi/">quest&#8217;omino qui</a></strong>, che ha sempre delle idee in testa. <strong><a href="http://barabba-log.blogspot.it/2013/03/arrosticini-sciolti.html">Qui tutto il carteggio</a></strong>.</em> <em>Prima andatevi a leggere la poesia, poi tornate qua.</em></p></blockquote>
<p>In quel vuoto ci sta un sacco di bella roba.<br />
C’è Martina che era scesa dal treno, qualche stazione prima,<br />
e il suo moroso ha aspettato che scendesse, perché si vergognava di scriverle a spatascio.<br />
C’è il moroso che la ringraziava, ma per quella cosa lì,<br />
quella che per Martina era una sciocchezza<br />
e che invece per lui no,<br />
e allora ha lasciato perdere di scriverla, a metà.</p>
<p>C’è Martina che l’ha,<br />
quando lui ormai non ci sperava più e allora lui s’è messo lì, a ringraziarla,<br />
come un di più.<br />
E sì che invece non è una roba da dover dare dei ringraziamenti,<br />
c’è gente che la, che lo, tutti i giorni, in ogni tristissimo regionale Trenitalia,<br />
e nessuno dà dei premi, o delle pacche sulle spalle, per questo.</p>
<p>C’è il suo moroso che, dopo aver rimesso nella tasca del giubbino il pennarello, ha riletto per qualche secondo quella cosa,<br />
lì come uno taglio sul tabellone,<br />
e ha pensato va là che testa di cazzo, innamorarsi in movimento.</p>
<p>C’è Martina che la mattina dopo è risalita a Chivasso e ha letto quella roba<br />
e ha pensato chissà per chi è, e che vuol dire, e poi e passata oltre.</p>
<p>C’è il suo moroso, che moroso non è mai stato,<br />
che ogni tanto ripensa a tutte le scritte lasciate in quello e in altri treni,<br />
grazie Martina che mi, ti prego Martina dimmi che, va bene Martina ma non, fanculo Martina però.</p>
<p>C’è Martina che in fin dei conti è un treno pure lei, e tutt’intorno ha pareti, non ha muri, né alberi infiniti,<br />
e le pareti si muovono veloci,<br />
si appoggiano per 3 minuti alle stazioni e la gente ci appiccica due sguardi sconsolati di trasbordo.</p>
<p>Ci sono i pendolari che ancora guardano nel vuoto e per la tristezza spaventosa di aver sbagliato vuoto<br />
hanno scambiato gli occhi con dei tappi zigrinati di acqua minerale.</p>
<p>Ci sono quei due seduti di fronte che quel vuoto l’hanno arredato e a loro,<br />
santi e papi di un’altra chiesa, sta bene così.</p>
<p>C’è lui che il resto l’ha scritto su un foglietto e l’ha buttato vicino alla tazza del cesso,<br />
e chi l’ha raccolto ancora si chiede dov’è-com’è che è esplosa tutta quella baraonda di antigienica felicità,<br />
e perché.</p>
<p>C’è Martina che il finale ce l’ha messo a baci piccoli e a occhi di contentezza,<br />
come le poesie che finiscono col trucco.</p>
<p>C’è Martina che invece non ne sa niente, e lui che avrebbe voluto dirglielo per bene,<br />
con un deragliamento nucleare di vagoni,<br />
ma se la frase la finisci poi dopo è solo letteratura.</p>
<p>E la letteratura è per il dopo, quando il treno arriva da qualche parte in Brianza e il concerto dei nervi del corpo, come per pudore,<br />
smette di.</p>
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		<title>Caro Gesù</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Dec 2012 10:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta trova un&#8217;alternativa pedoletteraria a babbo natale per inoltrare rimostranze circa questa merda che c&#8217;è Caro Gesù non ti chiedo mai niente non ti chiedo niente nemmeno questa volta tanto esisti abbastanza poco volevo solo dirti una cosa, vedi le lucine di Natale? Sembrano occhi che si aprono e si chiudono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta trova un&#8217;alternativa pedoletteraria a babbo natale per inoltrare rimostranze circa questa merda che c&#8217;è</p></blockquote>
<p>Caro Gesù<br />
non ti chiedo mai niente<br />
non ti chiedo niente nemmeno questa volta<br />
tanto esisti abbastanza poco<br />
volevo solo dirti una cosa,</p>
<p>vedi le lucine di Natale? Sembrano occhi<br />
che si aprono e si chiudono<br />
e questa, checché tu ne dica, non è una cosa bella<br />
è una cosa triste<br />
io li avrei lasciati sempre aperti<br />
per il mio compleanno<br />
e poi vedi il bambinello steso nella mangiatoia? Sembra piccolo, ma<br />
lo sai tu e lo so io,<br />
verso aprile è già un signore di mezza età<br />
morto di quasi primavera,</p>
<p>e poi vedi che disastro? Lo vedi che disastro? Tu non sei nato a luglio<br />
se fossi nato a luglio<br />
ora che è dicembre<br />
avresti meno voglia di salvare i pianeti<br />
tristi come il mio</p>
<p>Caro Gesù,<br />
son trent&#8217;anni che è finito il Natale</p>
<p>le lucine e i bambinelli<br />
intermittenti</p>
<p>avrebbero anche rotto<br />
i coglioni.</p>
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		<title>L&#8217;infezione</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 10:58:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta allestisce una mostra personale di scatti su carne inaugurando il movimento suppurealistico della piovart Guarda, nelle pareti della mia gola ho attaccato duecentosedici foto e relative cornici il grosso problema è stato trovare i chiodi da gola ho chiesto al rivenditore che aveva trattato l&#8217;affare crocifissione per il cliente Figlio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nella quale il poeta allestisce una mostra personale di scatti su carne inaugurando il movimento suppurealistico della piovart</em></p></blockquote>
<p>Guarda,<br />
nelle pareti della mia gola<br />
ho attaccato duecentosedici foto<br />
e relative cornici<br />
il grosso problema è stato trovare i chiodi da gola<br />
ho chiesto al rivenditore che aveva trattato l&#8217;affare<br />
crocifissione<br />
per il cliente Figlio di Dio</p>
<p>son piccoli chiodi che entrano lacerando<br />
e che formano dei buchi<br />
dai quali è bello veder piovere<br />
cose mangiate,</p>
<p>sono piccoli chiodi che infettano e lasciano crosticine purulente<br />
giallicce<br />
che è molto bello veder infettare,</p>
<p>ogni foto nella parete della mia gola<br />
è un&#8217;infezione<br />
ogni buco è una pioggia<br />
guarda pure,<br />
la gola è fatta a cannocchiale<br />
è chiaramente fatta per guardare<br />
ricorda<br />
la gola è fatta per far passare, transitare, circolare<br />
non c&#8217;è niente da guardare,</p>
<p>spacca tutto, cancella, devasta<br />
la gola è fatta per mischiare,</p>
<p>dal rivenditore che aveva trattato l&#8217;affare crocifissione<br />
fatti dare un bastone,<br />
ma vedi di fare un lavoro pulito<br />
impara<br />
come fanno i ricordi<br />
l&#8217;esercizio della pioggia e dell&#8217;infezione.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il problema di scrivere poesie</title>
		<link>http://www.decubito.org/2012/06/il-problema-di-scrivere-poesie/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2012 22:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[caccia]]></category>
		<category><![CDATA[capanno]]></category>
		<category><![CDATA[colombacci]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta acquista una carabina Beretta e poi va a terminare il lavoro Il problema di scrivere poesie è che devi essere lì quando passano non è come nella caccia alla beccaccia, che puoi andare in giro, magari rubi la frutta ai contadini, prima o poi scovi una beccaccia e, con comodo, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nella quale il poeta acquista una carabina Beretta e poi va a terminare il lavoro</em></p></blockquote>
<p>Il problema di scrivere poesie<br />
è che devi essere lì quando passano</p>
<p>non è come nella caccia alla beccaccia,<br />
che puoi andare in giro, magari rubi la frutta ai contadini, prima o poi scovi una beccaccia e, con comodo, la massacri,<br />
no<br />
devi fare il capanno<br />
come nella caccia al colombaccio</p>
<p>le poesie sono specie migratorie<br />
in Africa dev&#8217;esserci un lago in cui si ritrovano le poesie,<br />
gli gnu le aspettano tutto l&#8217;anno<br />
poi verso maggio le poesie arrivano<br />
stanche, ma tranquille<br />
si posano sulle rive e depongono le uova<br />
gli gnu le guardano e muoiono nel lago,<br />
per lo stupore, l&#8217;emozione,<br />
la scientifica dice addirittura si tratti di suicidi di massa, rituali<br />
gli gnu sono animali<br />
intelligenti<br />
muoiono contenti, soddisfatti</p>
<p>il lago delle poesie, ora che è giugno, dev&#8217;essere bellissimo<br />
pieno di cadaveri<br />
di gnu.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ho paura del buio ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini</title>
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		<pubDate>Fri, 25 May 2012 14:41:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[buio]]></category>
		<category><![CDATA[fobie]]></category>
		<category><![CDATA[Istria]]></category>
		<category><![CDATA[Leopardi]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[sottomarini]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nalla quale il poeta si rifugia nel misterioso nero del suo di là A parte questo non ho paura di niente l&#8217;uomo nero, no la morte, no la peste medievale, no i ragni, anche pelosi, no il buio, sì ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini. Della solitudine, no anzi della solitudine ho [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>*Poesia nalla quale il poeta si rifugia nel misterioso nero del suo di là</em></p></blockquote>
<p>A parte questo<br />
non ho paura di niente<br />
l&#8217;uomo nero, no<br />
la morte, no<br />
la peste medievale, no<br />
i ragni, anche pelosi, no</p>
<p>il buio, sì<br />
ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini.</p>
<p>Della solitudine, no<br />
anzi della solitudine ho il contrario di paura<br />
qual è il contrario di paura?<br />
Paura, sostantivo femminile, contrari: serenità, tranquillità, calma, coraggio, audacia<br />
Coraggio?<br />
Ho coraggio della solitudine<br />
ho l&#8217;audacia della solitudine<br />
e la tranquillità dell&#8217;uomo nero<br />
ma del buio no<br />
nemmeno se sono solo, al buio</p>
<p>perché nel buio le librerie confinano con l&#8217;ignoto<br />
i grandi non hanno paura del buio perché sono pazzi,<br />
quelle stesse librerie che normalmente confinano con l&#8217;armadio<br />
ecco, al buio confinano con i lupi siberiani, con l&#8217;adolescenza e i cani, con le seppie e piselli<br />
ma, soprattutto, col buio</p>
<p>l&#8217;infelicità del piede che sbatte<br />
sta tutta nella delusione<br />
pochissimo nell&#8217;alluce</p>
<p>le cose che succedono al buio nessuno le sa<br />
la mamma, nemmeno la mamma, le sa<br />
figuriamoci il dio degli eserciti<br />
le librerie forse sì, ma come cazzo ci parli con le librerie?<br />
Le librerie non hanno paura del buio perché sono pazze.</p>
<p>Vorrei confinare con un armadio<br />
o un mare Adriatico<br />
vorrei essere come la Slovenia, per una volta<br />
e avere un profilo geografico certo<br />
un altrove declinante a sud ovest<br />
una forma accettabile<br />
conosciuta, senza alluci sporgenti né progetti confusi<br />
che se spegni la luce confini lo stesso<br />
col domani Adriatico, il male Tirreno, il dopo stampato<br />
sul mappamondo<br />
la morte fissata tra Pula e Rovigno<br />
avrei il coraggio di Pula e Rovigno, e dell&#8217;Istria tutta<br />
ma non è così,</p>
<p>non è così<br />
chiudi gli occhi e c&#8217;è il buio<br />
ti ci metti le mani davanti e c&#8217;è il buio<br />
pensi e c&#8217;è il buio<br />
mangi le seppie e c&#8217;è il buio<br />
gli alluci sono già pronti a partire per guerre tremende<br />
il mondo finisce<br />
uccidetemi adesso<br />
appena finita questa poesia<br />
sparatemi, davvero<br />
sparatemi a morte<br />
non ho mica paura<br />
e nemmeno dei ragni, dei grilli, dei lupi,<br />
ma di tutto quello spazio tra La Spezia e Piacenza, senza autostrade, senza i pallini delle città,<br />
di quell&#8217;ignoto incresparsi orografico che mi resta da vivere<br />
del buio, angoscia geografica, sì</p>
<p>io ho paura di dove confino, di dove finisco<br />
di non parlare la vostra lingua<br />
del buio<br />
ma d&#8217;altra parte Leopardi aveva paura dei sottomarini.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è un cane, c&#8217;è un uomo</title>
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		<pubDate>Tue, 08 May 2012 19:04:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta piscia il cane, piscia un po&#8217; tutto C&#8217;è un cane c&#8217;è un uomo c&#8217;è un sole esplosivo c&#8217;è tanto chiarore che quasi si muore il cane si muove nervoso sull&#8217;uomo gli sbava col muso sul piede l&#8217;uomo si accascia gli tocca la testa il sole si stacca dal piano perfetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta piscia il cane, piscia un po&#8217; tutto</p></blockquote>
<p>C&#8217;è un cane<br />
c&#8217;è un uomo<br />
c&#8217;è un sole esplosivo<br />
c&#8217;è tanto chiarore che quasi si muore</p>
<p>il cane si muove<br />
nervoso<br />
sull&#8217;uomo<br />
gli sbava col muso<br />
sul piede</p>
<p>l&#8217;uomo si accascia<br />
gli tocca la testa<br />
il sole si stacca dal piano perfetto<br />
dell&#8217;orizzonte<br />
e si imprime sugli occhi del cane<br />
che abbaia</p>
<p>l&#8217;uomo<br />
si svita la testa e la getta per terra<br />
il cane l&#8217;annusa, ci gioca, la lecca<br />
l&#8217;uomo si specchia sul bianco del sole<br />
nel buco del collo col sangue lucente</p>
<p>il cane riflette<br />
sul senso degli occhi<br />
che guardano fissi<br />
come se solo coi raggi riflessi<br />
potessero avere due tacche residue<br />
di batteria.</p>
<p>La follia della testa attaccata sul collo<br />
si nota perfetta alla fine del giorno<br />
quando negli occhi riflette soltanto<br />
la luce apparente del bar dei cinesi</p>
<p>appesi alla testa<br />
due occhi sfibrati ripieni di niente<br />
di liquido denso<br />
di luce rubata<br />
di immagini estorte alla vita mangiata<br />
di fretta</p>
<p>il cane si stanca<br />
ti butta la testa su un angolo scuro<br />
e riflette sul senso volgare e offensivo<br />
di un gioco, una palla, che lanci sul muro<br />
e non torna<br />
da sé.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un sogno</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 03:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[apocalisse]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta viene ammazzato fuori campo Ho fatto un sogno ho fatto un sogno, ma io non c&#8217;ero evidentemente, ho fatto un sogno tuo. C&#8217;eri tu, nel sogno, c&#8217;era confusione, poi non ricordo proprio bene quando nel sogno non ci sei non si capisce tutto tutto. Mi dirai: ma eri come una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta viene ammazzato fuori campo</p></blockquote>
<p>Ho fatto un sogno<br />
ho fatto un sogno, ma io non c&#8217;ero<br />
evidentemente, ho fatto un sogno<br />
tuo.</p>
<p>C&#8217;eri tu, nel sogno, c&#8217;era confusione,<br />
poi non ricordo proprio bene<br />
quando nel sogno non ci sei<br />
non si capisce tutto tutto.</p>
<p>Mi dirai:<br />
ma eri come una voce narrante che vede da fuori<br />
ma non può intervenire, o uno spettatore come quando vedi un film?<br />
No, io non c&#8217;ero proprio<br />
non vedevo, non sentivo, soprattutto non capivo.</p>
<p>In effetti non so niente di quel tuo sogno<br />
so solo che l&#8217;ho sognato io<br />
tu eri dentro e io ero fuori<br />
come quando ti hanno ucciso, sparato, accoltelato<br />
tu non lo sai che ti hanno ucciso<br />
perché sei morto,<br />
ma intanto<br />
come un ricordo o un sogno bello,<br />
come un coglione, intanto<br />
muori.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il processo cognitivo della macellazione ḥalāl</title>
		<link>http://www.decubito.org/2012/03/il-processo-cognitivo-della-macellazione-%e1%b8%a5alal/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2012/03/il-processo-cognitivo-della-macellazione-%e1%b8%a5alal/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 Mar 2012 17:00:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.decubito.org/?p=128800735</guid>
		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta sfugge con destrezza ai servizi sociali e si getta nel mattatoio comunale di Islamabad. Prendi una mucca tagliala in parti uguali in triangoli equilateri ciascuno con i lati di 28cm prendi i pezzi di mucca triangolari uno per volta e spalmaci una passata abbondante di vernidas no scherzavo lascia la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta sfugge con destrezza ai servizi sociali e si getta nel mattatoio comunale di Islamabad.</p>
<p>Prendi una mucca<br />
tagliala in parti uguali<br />
in triangoli equilateri<br />
ciascuno con i lati di 28cm<br />
prendi i pezzi di mucca triangolari<br />
uno per volta<br />
e spalmaci una passata abbondante di vernidas</p>
<p>no scherzavo</p>
<p>lascia la mucca<br />
la mucca non è responsabile del male del mondo<br />
il responsabile unico del male del mondo è:<br />
l&#8217;applausometro.<br />
E poi, staccata di sei punti, Gabriella Carlucci.</p>
<p>Da quando è arrivato novembre<br />
mi annoio tantissimo<br />
tra sei anni e mezzo sarà il mio compleanno<br />
e non conosco ancora i rudimenti<br />
della pastorizia acrobatica di sostentamento.</p>
<p>Prendi una mucca<br />
ci ho ripensato<br />
ho voglia di mucca<br />
ho una voglia di mucca sul collo<br />
tuo<br />
e io non so come spiegarle<br />
il meccanismo violento di sopraffazione della bistecca.</p>
<p>L&#8217;amore è un processo di macellazione rituale</p>
<p>gli innamorati devono essere coscienti al momento dell&#8217;uccisione<br />
che deve essere procurata recidendo la trachea e l&#8217;esofago<br />
e sopravvenire per il dissanguamento completo<br />
delle carcasse</p>
<p>oppure<br />
dando un nome alle cose<br />
per desaturazione completa dell&#8217;aria, del vapore circostante</p>
<p>e tutto ciò che ci manca<br />
per costruire una mucca gigantesca<br />
è già tutto contenuto in un comunissimo kebàb.</p>
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		<title>Non siamo</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:12:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta fa la spremuta col frutto del suo seno, gesù Non siamo niente non siamo una cosa che si possa guardare da fuori e ammirare nemmeno un ricordo di qualcuno che parte e si appoggia a una fronte, un bancone per ricordare qualcosa di forte siamo accaduti successi avvenuti un pallino [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta fa la spremuta col frutto del suo seno, gesù</p></blockquote>
<p>Non siamo niente<br />
non siamo una cosa<br />
che si possa guardare<br />
da fuori<br />
e ammirare<br />
nemmeno un ricordo<br />
di qualcuno che parte<br />
e si appoggia<br />
a una fronte, un bancone<br />
per ricordare<br />
qualcosa<br />
di forte</p>
<p>siamo accaduti<br />
successi<br />
avvenuti<br />
un pallino in grassetto<br />
festivo<br />
su un&#8217;agenda in omaggio di una banca rurale di credito cooperativo</p>
<p>siamo stati questione di tempo, di spazio, di ingombro,<br />
di battito e cura<br />
una casa di vento</p>
<p>non siamo più niente<br />
una sega</p>
<p>ignoro il nome che adesso ci lega<br />
una pietra<br />
se siamo<br />
ecco, siamo una pietra<br />
esiste un essere vivente più disperato<br />
di una mela?<br />
una pianta, un pianto, un pianto una sera<br />
un pomodoro dentro a una serra</p>
<p>la prego signorina lo dica al microfono</p>
<p>chi ha perso<br />
quest&#8217;uomo<br />
su questa cazzo di terra?</p>
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		<title>Piccola poesia dell&#8217;amore olistico</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 22:12:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta assolve ad alcuni bisogni primari utilizzando Maurizio Mannone come stimolo Ho fame di te, e ho sete, ho sonno di te, certe sere dopo linea notte di rai3, ho fare cacca di te.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta assolve ad alcuni bisogni primari utilizzando Maurizio Mannone come stimolo</p></blockquote>
<p>Ho fame di te,<br />
e ho sete,<br />
ho sonno di te,</p>
<p>certe sere dopo linea notte di rai3,<br />
ho fare cacca di te.</p>
]]></content:encoded>
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