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	<title>Poesie da decubito</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Catalogo ragionato delle vite non mie</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 20:06:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amara società]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Aldo]]></category>
		<category><![CDATA[luna manimmano]]></category>
		<category><![CDATA[marinaio]]></category>
		<category><![CDATA[non]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue esercizi di biblioteconomia acrobatica basandosi sul prinicipio malinconico del meno per meno più
Il marinaio fatto mai
o il fornaio
e quello che spinge le mietitrebbia
il lattaio
non ho mai nemmeno fatto il falegname
e non ho avuto mogli figli nuore marimài
quel giorno del 1971 a Piacenza, con la busta in mano, un impermeabile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue esercizi di biblioteconomia acrobatica basandosi sul prinicipio malinconico del meno per meno più</p></blockquote>
<p>Il marinaio fatto mai<br />
o il fornaio<br />
e quello che spinge le mietitrebbia<br />
il lattaio<br />
non ho mai nemmeno fatto il falegname<br />
e non ho avuto mogli figli nuore marimài<br />
quel giorno del 1971 a Piacenza, con la busta in mano, un impermeabile marrone, lo sguardo torvo, la piccola Luna manimmano<br />
no, non ero io<br />
perché a Piacenza<br />
stato mai<br />
poi Kennedy no, Aldo Moro no, nemmeno Giulio Cesare<br />
mai uccisi, mai<br />
non ho sposato un tale di nome Aldo<br />
non ho avuto un giardino con delle gardenie<br />
e nemmeno un tubo di scarico fastidiosissimo sul balcone della camera da letto<br />
mai avuto balconi in camera da letto<br />
Ho avuto un orto, ma  mai un orto di nome Aldo, o Moro<br />
poi Kennedy no, Aldo Moro no, nemmeno Giulio Cesare<br />
come nomi di orti.</p>
<p>Quello con la barba rossa non ero io, quella volta all&#8217;eurospin, seduto sulla schiena<br />
Gianni, Francesco, Gianluca, Aldo, no, mai<br />
poi Kennedy no, Aldo Moro no, nemmeno Giulio Cesare<br />
e nemmeno quello che un giorno<br />
mentre tu guardavi e basta<br />
con un meno appassito dinnanzi a una parente<br />
sì tonda<br />
non ha aspettato<br />
non ha usato gli occhi a vapore che non usa mai<br />
non t&#8217;ha detto che non<br />
mai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Voglio</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 12:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[film di muccino ma porno]]></category>
		<category><![CDATA[gatti comunisti]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esige cose che nemmeno nei film tipo di muccino ma porno
Voglio di più
voglio tutto
voglio le cose rotonde perché ho gli occhi rotondi
se avessi avuto occhi a triangolo mi sarei accontentato di guardare l&#8217;India tutto il tempo
ma voglio proprio tanto di più
voglio i cani che si azzuffano per strada
e i peli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esige cose che nemmeno nei film tipo di muccino ma porno</p></blockquote>
<p>Voglio di più<br />
voglio tutto<br />
voglio le cose rotonde perché ho gli occhi rotondi<br />
se avessi avuto occhi a triangolo mi sarei accontentato di guardare l&#8217;India tutto il tempo<br />
ma voglio proprio tanto di più<br />
voglio i cani che si azzuffano per strada<br />
e i peli che svolazzano, dei cani, creano un gatto che corre e viene a dormirmi in braccio e a fare pru<br />
come fanno i gatti comunisti<br />
voglio le strade in salita col sudore che mi cola e non mi stanca<br />
la cima coppi, le tre cime di lavaredo, un tunnel del brennero<br />
tra la cucina e camera mia<br />
voglio la farina, l&#8217;acqua, per fare il pane<br />
voglio la farina, le uova, la gallina, la segale<br />
che non so neanche che roba è<br />
voglio tutto<br />
voglio che mi mandi affanculo, mi sputi e io lo scanso<br />
voglio il mare<br />
intorno al culo<br />
voglio l&#8217;erba medica e la madonna che piange vino rosso<br />
e io lo bevo e non lo finisco<br />
perché tanto ne ho di più<br />
e la madonna ci rimane male e allora piange sangue<br />
ma di sangue ne ho già quel tanto<br />
voglio rotelle di liquirizia enormi, che cominci a mangiare da un capo e finisci che sei vecchio, all&#8217;altro capo, e scopri che non avevi mica voglia di rotelle di liquirizia<br />
ma di rotelle di bigbabol, e allora le rotelle di liquirizia si trasformano e diventano incredibilmente rotelle di bigbabol, così, sotto ai denti e nella pancia, a consuntivo di soddisfazione<br />
voglio un posto, una stronzata, un materasso<br />
a una piazzemmezza<br />
il posto a una piazzemmezza, la stronzata a una piazzemmezza, il materasso<br />
uno scoppio di contentezza in fondo al petto<br />
come di fare la cacca ma di contentezza<br />
senza comodità, senza divani<br />
alla più desolata periferia<br />
della felicità.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Viviamo tempi disadorni</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[collanicine per ciechi]]></category>
		<category><![CDATA[ganzo]]></category>
		<category><![CDATA[propio]]></category>
		<category><![CDATA[tempi]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino
Viviamo tempi disadorni
e mangiamo cibi poco cotti
usiamo parole come propio e come ganzo
non ci laviamo quasi mai
perché siamo puliti
come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle signore anziane
ci sporcano soltanto i ladri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino</p></blockquote>
<p>Viviamo tempi disadorni<br />
e mangiamo cibi poco cotti</p>
<p>usiamo parole come propio e come ganzo<br />
non ci laviamo quasi mai<br />
perché siamo puliti<br />
come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle signore anziane</p>
<p>ci sporcano soltanto i ladri e gli elettricisti<br />
e i truffatori che vendono collanine per i ciechi<br />
loro che i ciechi non li hanno visti mai<br />
e cazzo, viceversa</p>
<p>ci compriamo tonnellate di camicie<br />
come se un giorno dovesse tornare aprile<br />
e invece sappiamo bene<br />
che aprile, spontaneamente, non sarebbe tornato mai</p>
<p>esattamente come</p>
<p>i citofoni, le persone che perderemo<br />
e le calcolatrici scientifiche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Facciamo che</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/03/facciamo-che/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 16:13:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[amore a tuffo]]></category>
		<category><![CDATA[baci]]></category>
		<category><![CDATA[mulinello]]></category>
		<category><![CDATA[resurrezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si esercita nella dialettica della negazione, addivenendo a sintesi di follia
Facciamo che
tu mi dici le cose che ti piacciono di me
e io ti dico di no,
mi piace come parli
ma no
mi piace come mi guardi
ma no
mi piace come cammini e come ti giri
ma no
mi piace come mi fai l&#8217;amore a tuffo
ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si esercita nella dialettica della negazione, addivenendo a sintesi di follia</p></blockquote>
<p>Facciamo che<br />
tu mi dici le cose che ti piacciono di me<br />
e io ti dico di no,</p>
<p>mi piace come parli<br />
ma no<br />
mi piace come mi guardi<br />
ma no<br />
mi piace come cammini e come ti giri<br />
ma no<br />
mi piace come mi fai l&#8217;amore a tuffo<br />
ma no<br />
mi piace come pensi e come ragioni da matto<br />
ma no<br />
mi piace come mi massacri di baci piccoli e grandi<br />
ma no<br />
mi piace come mi vendi agli zingari, nel caso<br />
ma no<br />
mi piace come mi uccidi e occulti il cadavere, semmai<br />
ma no<br />
mi piace come mi resusciti il terzo giorno e come mi non ci credi che sia risorto<br />
ma su<br />
se ti piacesse davvero tutta questa roba di me saresti pazza<br />
e usciresti per le strade agitando le braccia al vento<br />
come un mulinello di follia amorosa</p>
<p>però, anche se ti piacciono cose proprio impossibili,<br />
madonna che gusti belli che hai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sono ottimista</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/02/sono-ottimista/</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Feb 2010 15:55:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[alberi di cacca]]></category>
		<category><![CDATA[pus]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta confronta il proprio orizzonte con orizzonti peggio
Certe volte sono triste
allora esco
e incontro
persone
cani
gatti
automobili e camion
motorini
basta
se fossi triste nel deserto incontrerei i cammelli
se fossi triste nel mare incontrerei i crostacei vivi
e i venditori di cocco
e i venditori senegalesi di collanine
se fossi triste in un posto che devo ancora inventare
incontrerei alberi di cacca, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta confronta il proprio orizzonte con orizzonti peggio</p></blockquote>
<p>Certe volte sono triste<br />
allora esco<br />
e incontro<br />
persone<br />
cani<br />
gatti<br />
automobili e camion<br />
motorini</p>
<p>basta</p>
<p>se fossi triste nel deserto incontrerei i cammelli<br />
se fossi triste nel mare incontrerei i crostacei vivi<br />
e i venditori di cocco<br />
e i venditori senegalesi di collanine</p>
<p>se fossi triste in un posto che devo ancora inventare<br />
incontrerei alberi di cacca, scaffali pieni di arti umani sanguinanti, patate andate a male, yogurt scaduti, vecchie bavose assassine, embrioni di cani, pus e pus e pus</p>
<p>perciò, tutto sommato.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Venditori</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/02/venditori/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/02/venditori/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 15:29:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amara società]]></category>
		<category><![CDATA[drogati imprenditori]]></category>
		<category><![CDATA[fare la spesa]]></category>
		<category><![CDATA[pam]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzemadri]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quela il poeta ha bisogno solo di quattro cose, ma niente oh.
Drogati che vendono il proprio corpo
per comprare droga
drogati che vendono droga pagata corpi
per comprare soldi
ragazzemadri  che vendono il proprio corpo
per comprare altro corpo
per poi venderlo e comprare soldi
negozi che vendono soldi
venditori di soldi porta a porta
testimoni di geova deviati che vendono soldi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quela il poeta ha bisogno solo di quattro cose, ma niente oh.</p></blockquote>
<p>Drogati che vendono il proprio corpo<br />
per comprare droga<br />
drogati che vendono droga pagata corpi<br />
per comprare soldi<br />
ragazzemadri  che vendono il proprio corpo<br />
per comprare altro corpo<br />
per poi venderlo e comprare soldi</p>
<p>negozi che vendono soldi<br />
venditori di soldi porta a porta<br />
testimoni di geova deviati che vendono soldi invece di annunciare l&#8217;apocalisse<br />
bambini poveri che vanno nelle discariche a cercare pezzi di corpi da vendere per potersi permettere corpi assemblati da vendere per comprare soldi e diventare ragazzemadri</p>
<p>eggesucristo che casino quando è chiuso il Pam.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La neve scende a palle</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/02/la-neve-scende-a-palle/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/02/la-neve-scende-a-palle/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[blocchetti]]></category>
		<category><![CDATA[culo]]></category>
		<category><![CDATA[frattali]]></category>
		<category><![CDATA[neve]]></category>
		<category><![CDATA[ragnatele]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta usa il compasso per dare i voti ai competitors della natura nel campo dell&#8217;architettura spinta
La neve scende a palle
a differenza della pioggia
che scende a segmenti
io stesso
certe volte faccio la pipì a semiretta,
a volte a parabola
pochissime volte a iperbole
e la cacca, persino, come le pecore o a blocchetti
e le ghiande a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta usa il compasso per dare i voti ai competitors della natura nel campo dell&#8217;architettura spinta</p></blockquote>
<p>La neve scende a palle<br />
a differenza della pioggia<br />
che scende a segmenti</p>
<p>io stesso<br />
certe volte faccio la pipì a semiretta,<br />
a volte a parabola<br />
pochissime volte a iperbole</p>
<p>e la cacca, persino, come le pecore o a blocchetti<br />
e le ghiande a ghiande, i fulmini a zigzagghe<br />
il polline a schifìo</p>
<p>solo tu, quando mi vieni<br />
a passettini ammortizzati, a culo rimbalzante<br />
geometria definitiva, di canone perfetto</p>
<p>che la natura, quando fa le case delle lumache<br />
i ghirigori delle ragnatele, quando si sbatte dietro ai fiordi</p>
<p>ancora bestemmia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Parlo poco</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 15:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Parolismi]]></category>
		<category><![CDATA[canieppò]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[portoricani]]></category>
		<category><![CDATA[storie western]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta illustra la strategia studiata per fottere gang di malviventi rumorosi e ladri
Io quando parlo
c&#8217;ho sempre in mente che ad ascoltare ci siano canieppò
per quello poi parlo poco
sennò i cani e i pò
poi mi rubano le cose
per chi ci crede, l&#8217;anima,
per me le cose
anche quando sono solo
parlo sempre poco
e mi dico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta illustra la strategia studiata per fottere gang di malviventi rumorosi e ladri</p></blockquote>
<p>Io quando parlo<br />
c&#8217;ho sempre in mente che ad ascoltare ci siano canieppò<br />
per quello poi parlo poco<br />
sennò i cani e i pò<br />
poi mi rubano le cose<br />
per chi ci crede, l&#8217;anima,<br />
per me le cose</p>
<p>anche quando sono solo<br />
parlo sempre poco<br />
e mi dico le cose a mente<br />
così i porci e i cà, in agguato, di sicuro<br />
non sanno cosa ho detto</p>
<p>e sbraitano e urlano<br />
e soprattutto si fottono</p>
<p>come nei film americani<br />
dopo aver perso il carico di droga<br />
i portoricani<br />
e i portoripò.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Amotribàl</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/02/amotribal/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/02/amotribal/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 20:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[deserto]]></category>
		<category><![CDATA[gps]]></category>
		<category><![CDATA[tappeti delimitanti]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta pianifica tragitti, su terre umide e deserte.
Ho appoggiato al muro
una borsa e una borraccia
stanotte parto
sbatto la porta e ti attraverso
per lungo
e non mi fermo mai
fino a che non cado
dai piedi, sul tappeto
circumnavigo i tuoi punti d&#8217;interesse
ti traccio col gps
tra un&#8217;ora ti attraverso
e non mi lascio distogliere dalle teste di bisonte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta pianifica tragitti, su terre umide e deserte.</p></blockquote>
<p>Ho appoggiato al muro<br />
una borsa e una borraccia<br />
stanotte parto<br />
sbatto la porta e ti attraverso<br />
per lungo<br />
e non mi fermo mai<br />
fino a che non cado<br />
dai piedi, sul tappeto<br />
circumnavigo i tuoi punti d&#8217;interesse<br />
ti traccio col gps</p>
<p>tra un&#8217;ora ti attraverso<br />
e non mi lascio distogliere dalle teste di bisonte nella sabbia<br />
non mi fermo a fotografare<br />
e mangio in fretta<br />
sotto gli alberi e le ombre<br />
fino a che non cado<br />
dai piedi, sul tappeto<br />
e mi rialzo<br />
spolverandomi il giacchetto<br />
e aggiustandomi il colletto</p>
<p>e lì traccio un confine<br />
dritto come quelli del deserto, africani, nel sahara<br />
dopodiché<br />
fate voi pure, stranieri, onu, occidentali,</p>
<p>al di qua non siamo una democrazia.</p>
]]></content:encoded>
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		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Arriveranno gli ottimisti</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/02/arriveranno-gli-ottimisti/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/02/arriveranno-gli-ottimisti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 21:21:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[ginocchi sbucciati]]></category>
		<category><![CDATA[grandi metafore in fascicoli]]></category>
		<category><![CDATA[ottimisti]]></category>
		<category><![CDATA[passerotti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.decubito.org/?p=128800186</guid>
		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta attende i portatori di almanacchi per rendersi ostile
Arriveranno gli ottimisti
e ci carpiranno i peli del naso,
noi chiederemo perché,
loro ci diranno beh dai
poi arriveranno i pessimisti
e sbatteranno la testa contro i nostri ginocchi
noi chiederemo perché,
loro ci diranno ma no
solo dopo arriverò io
senza peli del naso
e coi ginocchi sbucciati
una bombatomica sotto braccio
e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta attende i portatori di almanacchi per rendersi ostile</p></blockquote>
<p>Arriveranno gli ottimisti<br />
e ci carpiranno i peli del naso,<br />
noi chiederemo perché,<br />
loro ci diranno beh dai</p>
<p>poi arriveranno i pessimisti<br />
e sbatteranno la testa contro i nostri ginocchi<br />
noi chiederemo perché,<br />
loro ci diranno ma no</p>
<p>solo dopo arriverò io<br />
senza peli del naso<br />
e coi ginocchi sbucciati<br />
una bombatomica sotto braccio<br />
e un passerotto<br />
e una promessa valida</p>
<p>vi deluderò.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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