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	<title>Poesie da decubito</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Madonne puttane</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 19:07:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cogitabondo]]></category>
		<category><![CDATA[guance]]></category>
		<category><![CDATA[madonne]]></category>
		<category><![CDATA[notte]]></category>
		<category><![CDATA[puttane]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta dorme scomodo, circondato da cose paurose di tepore
Esistono madonne puttane di peluche?
di quelle che uno ci dorme, se le abbraccia e le tiene vicino alla guancia
e poi si sveglia nel cuore della notte
e dice &#8220;madonna puttana, eccoti!&#8221;.
Esistono quelle madonne puttane di peluche?
E i cani randagi con la rogna che abbaiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta dorme scomodo, circondato da cose paurose di tepore</p></blockquote>
<p>Esistono madonne puttane di peluche?</p>
<p>di quelle che uno ci dorme, se le abbraccia e le tiene vicino alla guancia<br />
e poi si sveglia nel cuore della notte<br />
e dice &#8220;madonna puttana, eccoti!&#8221;.<br />
Esistono quelle madonne puttane di peluche?</p>
<p>E i cani randagi con la rogna che abbaiano da sotto il letto<br />
di quelli che appena chiudi gli occhi<br />
ti saltano sul letto e ti mangiano la faccia<br />
e ti lasciano agonizzante<br />
a sognare, nel tepore dello squartamento, le cose tue belle?<br />
Esistono quei cani randagi?</p>
<p>Perché, se non esistono,</p>
<p>di tutta questa esagerazione di notte<br />
delle mie guance abbandonate<br />
della birra calda di piscio</p>
<p>farò un mucchio, appiccherò un fuoco, mi ci siederò accanto</p>
<p>a tracciare nel fumo</p>
<p>due cani randagi, uno qualunque dei tuoi polpastrelli, un respiro arrossato<br />
sei settecento<br />
madonne puttane.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cento volte meglio di Annamaria Franzoni</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/08/sei-meglio-di-annamaria-franzoni/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 12:59:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cose ancora calde]]></category>
		<category><![CDATA[franzoni]]></category>
		<category><![CDATA[occultamento di cadaveri]]></category>
		<category><![CDATA[serial killer]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta viene ritrovato nel bagagliaio di una Ritmo dell&#8217;83, rossa.
Tu
rispetto ad Annamaria Franzoni
sei cento volte meglio
a parte che sei più bella e più giovane
vabbé, dici, devi fare il confronto con lei da giovane
ok, ma sei comunque meglio, cento volte
poi tu non uccidi i figli
vabbè, dici, ma io non li  ho, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta viene ritrovato nel bagagliaio di una Ritmo dell&#8217;83, rossa.</p></blockquote>
<p>Tu<br />
rispetto ad Annamaria Franzoni<br />
sei cento volte meglio</p>
<p>a parte che sei più bella e più giovane<br />
vabbé, dici, devi fare il confronto con lei da giovane<br />
ok, ma sei comunque meglio, cento volte</p>
<p>poi tu non uccidi i figli<br />
vabbè, dici, ma io non li  ho, non puoi fare il confronto<br />
hai ragione, ma sei comunque meglio, cento volte,</p>
<p>ma anche rispetto a Erika e Omar sei meglio<br />
vabbé, ok, loro sono in due, non si può fare<br />
ma anche rispetto a due, in proporzione, sarai almeno cinquanta volte meglio</p>
<p>sì, non hai sterminato la famiglia, i cari, il vicinato, va bene<br />
ma di sicuro sei meglio del mostro del Circeo, coso lì, Izzo<br />
e di Olindo Romano<br />
cento volte</p>
<p>dici i gusti, il punto di vista, sì, ok<br />
sarà che io ti giudico adesso, che ancora sono caldo, fumante<br />
fragrante</p>
<p>però cazzo, fidati<br />
se te lo dico io, da massacrato sterminato occultato cento volte morto</p>
<p>fidati.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il verde è un colore di merda</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/08/il-verde-e-un-colore-di-merda/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/08/il-verde-e-un-colore-di-merda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:31:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[colori]]></category>
		<category><![CDATA[cose terribili]]></category>
		<category><![CDATA[erba]]></category>
		<category><![CDATA[lividi]]></category>
		<category><![CDATA[ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[verde]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta fa del bullismo nei confronti di un colore colpevole di cose che fatima in confronto è una notizia del tiggitré
Il verde è un colore di merda.
A qualcuno piace il verde,
si sbagliano tutti, quelli a cui piace il verde.
Primo, perché se ti rotoli coi pantaloni nell&#8217;erba medica,
il verde ti rimane a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta fa del bullismo nei confronti di un colore colpevole di cose che fatima in confronto è una notizia del tiggitré</p></blockquote>
<p>Il verde è un colore di merda.</p>
<p>A qualcuno piace il verde,<br />
si sbagliano tutti, quelli a cui piace il verde.</p>
<p>Primo, perché se ti rotoli coi pantaloni nell&#8217;erba medica,<br />
il verde ti rimane a vita.</p>
<p>Il secondo motivo non ve lo dirò mai,<br />
ma c&#8217;entra col fatto di rimanere  a vita.</p>
<p>E c&#8217;entra col fatto di rotolarsi<br />
il secondo motivo c&#8217;entra coi pantaloni e con l&#8217;erba, ma  non è una scampagnata, non è una cosa bella<br />
non sono occhi verdi, né prati al sole</p>
<p>il verde non è nemmeno un colore,<br />
è una catastrofe di cose accatastate, di foglie che travestono un albero, di erba sopra alla terra,<br />
il vomito è quasi verde</p>
<p>i ricordi pure<br />
macchiati di verde all&#8217;altezza delle cosce, i lividi di due giorni.</p>
<p>Il verde è un colore di merda per due motivi,<br />
il secondo motivo non ve lo dirò mai.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>E così tu sei quella</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/07/e-cosi-tu-sei-quella/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Jul 2010 19:04:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[cose che ottundono]]></category>
		<category><![CDATA[diti]]></category>
		<category><![CDATA[fatti miei]]></category>
		<category><![CDATA[realtditià]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta propone un&#8217;alternativa allo stato percepito delle cose. Ma la mozione non passa.
Ah tu sei quella
quella che mi riempie le scarpe di terra quando piove
e sono nei boschi
a piantare tartufi
per far credere ai cani
che quelli nascono da sé, come le mucche
ah, tu sei quella
quella che mi soffia sul collo
quando sono nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta propone un&#8217;alternativa allo stato percepito delle cose. Ma la mozione non passa.</p>
<p>Ah tu sei quella<br />
quella che mi riempie le scarpe di terra quando piove<br />
e sono nei boschi<br />
a piantare tartufi<br />
per far credere ai cani<br />
che quelli nascono da sé, come le mucche</p>
<p>ah, tu sei quella<br />
quella che mi soffia sul collo<br />
quando sono nel letto e faccio le cose<br />
e mi sbatte sul muro il tallone<br />
e mi urla il vicino<br />
e mi tocca riprendere il segno col dito</p>
<p>ah, ma tu sei quella<br />
quella che mi fa gli sgambetti<br />
se vado per strada<br />
e pensofìtto, serrato<br />
ai fatti miei<br />
e mi disegna la gente di fronte che ottunde</p>
<p>ah tu sei quella,<br />
triste realtà di coglioni e di fàte,</p>
<p>l&#8217;appiccicume degli occhi alle otto e ventuno, il pensiero minore, la salvezza di cristo<br />
la colla delle lumàche.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Chiusura lampo</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/06/chiusura-lampo/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/06/chiusura-lampo/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 16:27:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[Parolismi]]></category>
		<category><![CDATA[uh]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta stana colpevoli interiezioni
Poi tu mi dirai no
e io va bene, no,
ma nelle labbra ti rimarrà una linea storta
impossibile da correggere, da raddrizzare
una chiusura lampo chiusa a scapicollo
e io tratterrò il fiato
fino a che dovrai, per un fatto di fisica e biologia
staccarle, e rompere la linea
tu ti girerai per non farti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>*Poesia nella quale il poeta stana colpevoli interiezioni</p>
<p>Poi tu mi dirai no<br />
e io va bene, no,</p>
<p>ma nelle labbra ti rimarrà una linea storta<br />
impossibile da correggere, da raddrizzare<br />
una chiusura lampo chiusa a scapicollo</p>
<p>e io tratterrò il fiato<br />
fino a che dovrai, per un fatto di fisica e biologia<br />
staccarle, e rompere la linea</p>
<p>tu ti girerai per non farti scoprire<br />
e farai due tre quattro passi lesti</p>
<p>perdendo  frettolosa dalle labbra</p>
<p>due piccoli, colpevolissimi<br />
uh.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>A me piace quel fiore</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/06/a-me-piace-quel-fiore/</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cappella sistina]]></category>
		<category><![CDATA[collusi]]></category>
		<category><![CDATA[ficatòpa]]></category>
		<category><![CDATA[figli di puttana]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta vanta le virtù delle cose immarcescibili su quelle periture, tirandole a sé per farne esercito di oscenità
Tu hai un fiore
a me piace quel fiore
no, non è una metafora per dire fica
le metafore hanno rotto il cazzo
è proprio un fiore
coi petali,
il profumo no, perché a occhio mi sembra finto
di plastica, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta vanta le virtù delle cose immarcescibili su quelle periture, tirandole a sé per farne esercito di oscenità</p></blockquote>
<p>Tu hai un fiore<br />
a me piace quel fiore</p>
<p>no, non è una metafora per dire fica<br />
le metafore hanno rotto il cazzo</p>
<p>è proprio un fiore<br />
coi petali,</p>
<p>il profumo no, perché a occhio mi sembra finto<br />
di plastica, di seta, non lo so</p>
<p>a  me piace quel fiore<br />
non perché sia bello di per sé</p>
<p>è un fiore, cazzo, non la cappella sistina<br />
o il lago di como</p>
<p>mi piace perché ce l&#8217;hai in testa<br />
e ti fa diventare la testa una specie di composizione</p>
<p>un centrotavola,<br />
mi piace per quello</p>
<p>ci passerei del tempo in un tavolo con un centrotavola così<br />
appoggiandoci i gomiti e ticchettando con le dita sui bordi</p>
<p>poi sotto al tavolo<br />
dondolerei con le gambe</p>
<p>nel segreto del sotto del tavolo<br />
senza che sopra, all&#8217;altezza del centrotavola, ci si accorga di nulla</p>
<p>e magari<br />
mentre sopra sarei tutto preciso e composto, a parlare di cose asessuate</p>
<p>sotto sarei un mulinello di gambe e oscenità<br />
e il tuo bel fiore, là sopra, saprebbe,</p>
<p>saprebbe tutto, cazzo<br />
ma non direbbe nulla</p>
<p>fermo, come un centro tavola<br />
bello, come un fiore infrangibile</p>
<p>farebbe finta di niente, per non mischiare le nostre cose col mondo ignaro<br />
complice e figlio di puttana</p>
<p>quanto nemmeno un lago di como,<br />
o un fiore normale che appassisce</p>
<p>o una stupida cappella sistina.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Sangue</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/05/sangue/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 18:41:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[culi di neonati]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[globuli]]></category>
		<category><![CDATA[sangue]]></category>
		<category><![CDATA[scimmie]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta esegue esami clinici utilizzando zampe di bestie sui più dissoluti dei suoi organi
Il sangue è fatto di globuli colorati
scorre nei tubi delle vene
rosse e blu
robaccia
scorre e lascia grumi
che i medici vedono negli esami e tolgono
come i fruttivendoli tolgono i vermi dalla lattuga riccia
come te
che se fossi scimmia
mi toglieresti le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta esegue esami clinici utilizzando zampe di bestie sui più dissoluti dei suoi organi</p></blockquote>
<p>Il sangue è fatto di globuli colorati<br />
scorre nei tubi delle vene<br />
rosse e blu<br />
robaccia</p>
<p>scorre e lascia grumi<br />
che i medici vedono negli esami e tolgono<br />
come i fruttivendoli tolgono i vermi dalla lattuga riccia</p>
<p>come te<br />
che se fossi scimmia<br />
mi toglieresti le cose dai peli<br />
e che se fossi gatto<br />
mi leccheresti la schiena e anche le parti immonde<br />
che a te sembrerebbero culi di neonato</p>
<p>e che invece sei un&#8217;altra cosa</p>
<p>e mi togli i grumi dal sangue, a modo tuo<br />
per farmelo scorrere liscio<br />
per ridarmelo puro e innocente<br />
in salita verso il cervello<br />
così che faccia i pensieri belli e precisi</p>
<p>e invece<br />
non va verso il cervello<br />
fa finta</p>
<p>il mio sangue, quando non lo vedi, va a puttane,<br />
dal cuore, dicono quelli che l&#8217;hanno visto, ma secondo me gli organi se li fa tutti<br />
e ci va veloce, senza grumi<br />
e si ubriaca<br />
e lo arrestano<br />
e lui non si difende<br />
e tu gli paghi la cauzione<br />
e va sempre così<br />
e poi arriva l&#8217;alba, roba da cartoni giapponesi</p>
<p>e tu e il mio sangue vi ritrovate a toccarvi col corpo con quella roba di brividi che ti rizzano il cazzo, se ce l&#8217;hai, o i pensieri, con la diffidenza ispida dei riappacificati</p>
<p>senza dire niente, al riparo di tende insufficienti a coprire il sole  esagerato dei cartoni giapponesi</p>
<p>perché all&#8217;alba il sangue cattivo<br />
se ti va bene,<br />
se ti va di rivoluzione e di amore assassino<br />
l&#8217;hai pisciato via.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando t&#8217;ho vista m&#8217;hai detto merda</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/05/quanto-tho-vista-mhai-detto-merda/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/05/quanto-tho-vista-mhai-detto-merda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 May 2010 18:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[dopoamore]]></category>
		<category><![CDATA[epiteti]]></category>
		<category><![CDATA[merdo]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta racconta un aneddoto usato in una fiction esistenziale di grande successo e malinconie
Quando t&#8217;ho vista
m&#8217;hai detto merda
ti ho detto dove vai
e tu m&#8217;hai detto cazzi
ti ho seguita con lo sguardo, mentre ti allontanavi
e tu m&#8217;hai detto
ti prego, merda, fermami
almeno questo è quello che mi è parso di capire, ma eri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta racconta un aneddoto usato in una fiction esistenziale di grande successo e malinconie</p></blockquote>
<p>Quando t&#8217;ho vista<br />
m&#8217;hai detto merda</p>
<p>ti ho detto dove vai<br />
e tu m&#8217;hai detto cazzi<br />
ti ho seguita con lo sguardo, mentre ti allontanavi<br />
e tu m&#8217;hai detto<br />
ti prego, merda, fermami<br />
almeno questo è quello che mi è parso di capire, ma eri lontana<br />
e andavi nel passato</p>
<p>poi sei tornata, dopo un po&#8217;<br />
solo perché t&#8217;eri scordata<br />
di dirmi merda, ancora un po&#8217;<br />
poi sei scappata<br />
e chi t&#8217;ha visto più<br />
ora ti cerco<br />
e tu chissà dove sei</p>
<p>tu che avanzavi<br />
ma mica lo sai<br />
un bacio liquido<br />
e un vaffanculo del dopo amore.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Cose sui marciapiedi</title>
		<link>http://www.decubito.org/2010/05/cose-sui-marciapiedi/</link>
		<comments>http://www.decubito.org/2010/05/cose-sui-marciapiedi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 14 May 2010 07:25:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[chinotto]]></category>
		<category><![CDATA[marciapiedi]]></category>
		<category><![CDATA[quel senso vago di abbandono]]></category>
		<category><![CDATA[rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[senza navigatore]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta disegna ghirigori di strade sbagliate insieme ai suoi amici rifiuti.
Mi son perso nella strada
perché io mi perdo
se uno non mi dice dove andare
mi son perso
e ho camminato per un po&#8217;
fino a che m&#8217;han fatto male i piedi
allora mi sono fermato
mi sono tolto i vestiti
i vestiti se ti sei perso che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta disegna ghirigori di strade sbagliate insieme ai suoi amici rifiuti.</p></blockquote>
<p>Mi son perso nella strada<br />
perché io mi perdo<br />
se uno non mi dice dove andare<br />
mi son perso</p>
<p>e ho camminato per un po&#8217;<br />
fino a che m&#8217;han fatto male i piedi<br />
allora mi sono fermato<br />
mi sono tolto i vestiti<br />
i vestiti se ti sei perso che ci fai<br />
mi son tolto pure i piedi<br />
tanto se ti sei perso<br />
vai da una parte o stai fermo è uguale<br />
mi son piantato per terra, come un albero<br />
un palo della luce</p>
<p>e insomma</p>
<p>mi son tolto anche gli occhi<br />
tanto i posti e i palazzi erano tutti uguali e io che ne so che roba è &#8211; ho pensato<br />
la gente allora mi guardava e chiamava le ambulanze i pompieri<br />
e più mi toglievo le cose<br />
più si sbigottiva</p>
<p>e a un certo punto c&#8217;era una folla, ma poi è andata via pure quella<br />
e io senza niente, solo qualche osso, un muscolo e un po&#8217; di peli<br />
perso del tutto, accartocciato a mucchietto sul marciapiede<br />
vicino a me c&#8217;era una cacca di cane<br />
le ho detto &#8211; ti sei persa pure tu?<br />
e vicino a lei una lattina di chinotto tutta rotta<br />
e vicino ancora uno scontrino della coop</p>
<p>poi sei passata tu<br />
hai preso una sedia e ti sei messa lì<br />
mi leggevi le definizioni delle parole crociate, e io stavo zitto<br />
e con me la cacca di cane e la lattina di chinotto e lo scontrino della coop<br />
la sera poi sei andata via<br />
e noi siamo rimasti lì, persi col buio<br />
ad aspettare,<br />
con l&#8217;ottimismo delle cose sui marciapiedi,</p>
<p>di essere ritrovati.</p>
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		<title>Favola d&#8217;amore triste per malati di mente</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Apr 2010 17:40:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amore e robe umide]]></category>
		<category><![CDATA[cani]]></category>
		<category><![CDATA[malattie mentali]]></category>
		<category><![CDATA[probabilmente labrador]]></category>
		<category><![CDATA[sospiri]]></category>
		<category><![CDATA[vaffanculo]]></category>

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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta si rivolge al suo pubblico prediletto dicendo cose terribili del cielo e dei cani in combutta
C&#8217;era una volta
una donna bella
così bella che il cielo teneva le nuvole per coprirsi
al cospetto
e c&#8217;era un innamorato
così innamorato che il cielo sempre nuvole e coprirsi
la donna bella incontrava l&#8217;innamorato ogni giorno
e sospirava
e l&#8217;innamorato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta si rivolge al suo pubblico prediletto dicendo cose terribili del cielo e dei cani in combutta</p></blockquote>
<p>C&#8217;era una volta<br />
una donna bella<br />
così bella che il cielo teneva le nuvole per coprirsi<br />
al cospetto<br />
e c&#8217;era un innamorato<br />
così innamorato che il cielo sempre nuvole e coprirsi<br />
la donna bella incontrava l&#8217;innamorato ogni giorno<br />
e sospirava<br />
e l&#8217;innamorato la baciava<br />
e la donna bella sospirava<br />
e l&#8217;innamorato finiva di baciare<br />
e sospirava pure lui.</p>
<p>Così anni,<br />
baci, sospiri, cielo, coprirsi.</p>
<p>All&#8217;anno del chissà<br />
l&#8217;innamorato arrivò prima<br />
per sorprendere di sorpresa la donna bella<br />
mazzo di fiori immane<br />
e si appostò di sbieco<br />
aspettò e uno e due e cinque momenti<br />
la donna bella arrivò<br />
la gonnellina tremava di donna<br />
le gambe erano rivoluzioni industriali di meccanica lussuria bianca</p>
<p>l&#8217;innamorato la vide<br />
madonna che fica la donna bella<br />
che maledetta topa, pensò<br />
con l&#8217;amore a fiori della domenica mattina<br />
ma la donna bella proseguì<br />
proseguì oltre<br />
e sospirò<br />
sospirò e una e due e cinquenovesette volte<br />
e poi baciò l&#8217;uomo maledetto<br />
chi era l&#8217;uomo maledetto<br />
chi era?<br />
Non lo so, non è importante, continuate a guardare la bella.</p>
<p>La donna bella sospirava e l&#8217;uomo maledetto la baciava<br />
e il cielo se ne sbatteva allegramente le sue  palle di cielo, bianche e tronfie di pioggia<br />
e pioveva pure<br />
e l&#8217;innamorato guardava e pioveva pure lui<br />
ma contro ogni sua previsione<br />
sospirava<br />
cioé, non è che sospirasse<br />
ma gli si gonfiava il petto<br />
la donna bella sospirava,  al lui gli si gonfiava il petto, l&#8217;uomo maledetto la baciava<br />
la donna bella sospirava,  al lui gli si gonfiava il petto, l&#8217;uomo  maledetto la baciava<br />
la donna bella sospirava,  al lui gli si gonfiava il petto, l&#8217;uomo  maledetto la baciava</p>
<p>un meccanismo perfetto<br />
sospirà, gonfià, bacià<br />
allora l&#8217;innamorato quando era il suo turno<br />
trattenne il fiato e l&#8217;aria se la nascose dentro le guance a palla da rugby che aveva<br />
così l&#8217;uomo maledetto la baciò<br />
ma al posto del bacio venne fuori un vento<br />
e la donna bella volò<br />
e il vento si placò<br />
e l&#8217;innamoratò morì<br />
e il cielo cadde<br />
e l&#8217;uomo maledetto niente<br />
e la donna bella si rialzò<br />
e l&#8217;innamorato se lo mangiarono i cani<br />
e l&#8217;uomo maledetto la baciò<br />
pensando fosse stato il cielo rasoterra di quella mattina fiorita a far cadere la bella<br />
il cielo rasoterra e quelle palle di cielo<br />
e i cani felici<br />
e un disastro di innamorati<br />
smembrati<br />
tutti sparsi per terra.</p>
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