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	<title>Poesie da decubito &#187; ganzo</title>
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	<description>[Noi poeti laureati quando incontriamo poeti diplomati vinciamo facile]</description>
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		<title>Viviamo tempi disadorni</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 17:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Azael</dc:creator>
				<category><![CDATA[Filosofie da asporto]]></category>
		<category><![CDATA[Il naturale inganno]]></category>
		<category><![CDATA[collanicine per ciechi]]></category>
		<category><![CDATA[ganzo]]></category>
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		<description><![CDATA[*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino Viviamo tempi disadorni e mangiamo cibi poco cotti usiamo parole come propio e come ganzo non ci laviamo quasi mai perché siamo puliti come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino</p></blockquote>
<p>Viviamo tempi disadorni<br />
e mangiamo cibi poco cotti</p>
<p>usiamo parole come propio e come ganzo<br />
non ci laviamo quasi mai<br />
perché siamo puliti<br />
come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle signore anziane</p>
<p>ci sporcano soltanto i ladri e gli elettricisti<br />
e i truffatori che vendono collanine per i ciechi<br />
loro che i ciechi non li hanno visti mai<br />
e cazzo, viceversa</p>
<p>ci compriamo tonnellate di camicie<br />
come se un giorno dovesse tornare aprile<br />
e invece sappiamo bene<br />
che aprile, spontaneamente, non sarebbe tornato mai</p>
<p>esattamente come</p>
<p>i citofoni, le persone che perderemo<br />
e le calcolatrici scientifiche.</p>
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