Mucche


di azael
15 dicembre 2011

*Poesia nella quale il poeta scafandra le pareti del cervello per ottenerne una grappa di cose

Imparo la malinconia muta
delle mucche
e degli altri animali
da sugo.

Succhio la vita
ma stai zitto imbecille
la vita non si succhia
non è né un calippo
né quel peggio
nonenné
quel porco che avete in mente
la subisco invece
la subo
sudo la vita residua
come un metalmeccanico al secondomila turno
quando la moglie torna
e non ha mica un amore eterno
no
ha una cosa tipo
tassotti
ma eterno
il bene stupido
che torna la sera e si presenta
per bene, stupido

me la merito la malinconia?
dove si pagano le tasse del bene assolto?
il mai, come si costruisce
un mai buono?

Imparo la malinconia,
suca,
le mucche
e gli altri animali
da muto.

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Un Commento

  • Giulio

    Signor poeta, lo dico con onestà, questa non l’ho molto capita (le altre sì, perciò non è una questione di stile, ma di contenuti).

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