La cosa dei tramonti


di Azael
28 dicembre 2009

*Poesia nella quale il poeta rimembra il tempo della sua fugace giovinezza, a venti venticinque all’ora

Placida calma
la cosa dei tramonti
la vedi che s’attarda, oltre la tangenziale
nei pressi di cortona, chiusi, sinalunga
e ti sembra di smarrirti, fugace, nelle tinte dei suoi rosa
ti sembra di perderti come scoiattolo negli alberi frascosi
che dico, al più corallo in su alle scoglie liquide
nascosto da una cosa trasparente ma che pesa
ti pare di fuggire, giovanotto,
appresso alle gonnine, nei sabativillaggi, nel bello che ti serbi
e ti sovvien l’eterno, le morte stagioni, il milan di van basten,
e per un attimo ti sembra di muoverti davvero

e invece no, dietro a un camion surgelati che ti porta il passo,
sempre là stai.

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