Vengo da te (o la stupefacente macchinazione degli omini con le tute)


di Azael
8 aprile 2010

*Poesia nella quale il poeta svela la macchinazione mirabolante che sta dietro al suo ingenuo viaggiare di felicità

Non so
sarà un’impressione
una cosa mia
ma quando poi arrivo
quando sono lì
quando mi sistemo il collo della camicia
le cose in tasca
le pupille una per occhio, le ciglia, lo sguà
quando son proprio lì che eccomi
quando ormai son lì che dai è quasi ora d’essere felici,

io c’ho proprio l’impressione
che un po’ dietro
proprio al confine della coda dell’occhio,
degli omini con le tute
tutti indaffarati e di nascosto

allora lì smettono di far finta,
si fermano tutti, circospetti circospetti
appoggiano a terra le buste della coop e i bambini chi ce li ha, i bambini che poi si scopre sono attori molto bassi,

e oh, fate come vi pare, non ci credete
ma quelli, io li ho visti

riavvolgono la strada.

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