Viviamo tempi disadorni


di Azael
3 marzo 2010

*Poesia nella quale il poeta rimembra i tempi andati e gli viene una tristezza che non gli si può stare vicino

Viviamo tempi disadorni
e mangiamo cibi poco cotti

usiamo parole come propio e come ganzo
non ci laviamo quasi mai
perché siamo puliti
come le maniglie dorate delle porte dei saloni delle case delle signore anziane

ci sporcano soltanto i ladri e gli elettricisti
e i truffatori che vendono collanine per i ciechi
loro che i ciechi non li hanno visti mai
e cazzo, viceversa

ci compriamo tonnellate di camicie
come se un giorno dovesse tornare aprile
e invece sappiamo bene
che aprile, spontaneamente, non sarebbe tornato mai

esattamente come

i citofoni, le persone che perderemo
e le calcolatrici scientifiche.

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Category: Filosofie da asporto, Il naturale inganno | RSS 2.0
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